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VERGOGNA! Onestamente non c’è altra affermazione che potrebbe meglio commentare la notizia, fresca di cronaca, dell’approvazione in via definitiva al Senato dell’aumento del finanziamento pubblico ai Partiti! Divisi sul provvedimento i Senatori della Margherita, metà dei quali hanno preferito lasciare l’aula, mentre l’altra metà ha votato no. No anche dall’Udeur e dal sen. Del Pennino (Pri). Astenuti i Verdi . Si ,da tutti gli altri, compresi i Ds che però hanno ottenuto che passasse la clausola in virtù della quale pare che la normativa debba riguardare solo l’attuale legislatura. Nel mentre gli Italiani “finanzieranno” i partiti con 125 milioni di euro in più all’anno con l’aggiunta del diritto al rimborso elettorale di 5 euro per ogni voto ottenuto per quei partiti che avranno raggiunto l’1% (mentre prima la soglia era del 4%). Ma non si erano spesi miliardi delle vecchie lire per una consultazione elettorale che, fra l’altro, riguardava proprio il finanziamento ai partiti? Non si era espressa la maggioranza degli Italiani con un parere contrario? Quasi dovunque in Italia si è potuto assistere ad un decadimento dell’originaria funzione dei partiti: gli interessi di potere, i trasversalismi, le logiche di corporativismo ,i poteri occulti e quant’altro hanno dimostrato come il partito non sia più il luogo della manifestazione di un ideale politico da difendere quanto piuttosto una buona occasione per far carriera. Al giornalista resta solo il compito di dare la notizia così com?è. PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


 

VERGOGNA! Onestamente non c’è altra affermazione che potrebbe meglio commentare la notizia, fresca di cronaca, dell’approvazione in via definitiva al Senato dell’aumento del finanziamento pubblico ai Partiti! Divisi sul provvedimento i Senatori della Margherita, metà dei quali hanno preferito lasciare l’aula, mentre l’altra metà ha votato no. No anche dall’Udeur e dal sen. Del Pennino (Pri). Astenuti i Verdi . Si ,da tutti gli altri, compresi i Ds che però hanno ottenuto che passasse la clausola in virtù della quale pare che la normativa debba riguardare solo l’attuale legislatura. Nel mentre gli Italiani “finanzieranno” i partiti con 125 milioni di euro in più all’anno con l’aggiunta del diritto al rimborso elettorale di 5 euro per ogni voto ottenuto per quei partiti che avranno raggiunto l’1% (mentre prima la soglia era del 4%). Ma non si erano spesi miliardi delle vecchie lire per una consultazione elettorale che, fra l’altro, riguardava proprio il finanziamento ai partiti? Non si era espressa la maggioranza degli Italiani con un parere contrario? Quasi dovunque in Italia si è potuto assistere ad un decadimento dell’originaria funzione dei partiti: gli interessi di potere, i trasversalismi, le logiche di corporativismo ,i poteri occulti e quant’altro hanno dimostrato come il partito non sia più il luogo della manifestazione di un ideale politico da difendere quanto piuttosto una buona occasione per far carriera. Al giornalista resta solo il compito di dare la notizia così com’è. Il “partito dell’astensionismo”, il calo dei votanti alle consultazioni nazionali o europee, la pressoché totale sfiducia nell’elemento rappresentativo, sono dati sufficienti a far riflettere. Di certo non è il caso di estremizzare ma, alla luce di tali insani provvedimenti, (che sicuramente sono difficili da metabolizzare da parte di migliaia di disoccupati o di famiglie il cui reddito si avvicina alla soglia di povertà), appare evidente che ogni voce che suoni fortemente e giustamente contraria finisca con l’essere considerata paladina di vera democrazia innescando nelle menti più esasperate e deviate l’esigenza di far ricorso al sangue ed al terrore. Rafforzare le scorte ai parlamentari o parlarsi addosso in convegni e tavole rotonde organizzate per cercare di capire quale oscuro male porti gli italiani a disaffezionarsi alla politica, sembrano inevitabili quanto persino ipocriti rimedi ad un guaio cagionato dall’irresponsabilità di chi dovrebbe quanto meno limitare siffatte …cadute di stile!

di Pino Barbarossa