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Sono ormai all’ordine del giorno dibattiti e tavole rotonde che hanno per tema l’inquinamento atmosferico e tutti i suoi derivati: l’aria pesante, l’emergenza ambientale dovuta al traffico ed allo smog, i mari inquinati, le piogge che “sporcano”, insomma l’elenco è lungo e mette in evidenza un Pianeta che ha bisogno di cure e che non può più aspettare.

Tutto ciò ha mosso, da tempo, politici ed esperti a puntare sulla ricerca per nuove forme di energie alternative.

Il futuro energetico è oggi proteso verso veri e propri mulini hi-tech, cioè le centrali eoliche, strutture imponenti costituite da gigantesche torri d’acciaio con pale roteanti a velocità supersonica.

L’eolica è una delle forme di energia più pulite. Sfruttare la forza di venti che soffiano ad una velocità compresa tra i 5 ed i 25 metri al secondo per produrre elettricità, riduce quasi del tutto l’inquinamento e consente di far affidamento su di una fonte di energia inesauribile.

Attualmente il 90% del fabbisogno energetico mondiale dipende da combustibili fossili come il carbone, il gas naturale e soprattutto dal petrolio, il cui uso comporta danni e rischi per la salute delle persone e per la vita dell’intero pianeta (a causa dell’immissione di gas ad effetto serra) ed, inoltre è un prodotto estinguibile e limitato. Risulta necessario, pertanto, concentrare l’attenzione, gli investimenti e le ricerche verso fonti rinnovabili ed alternative di energia, quali i venti, l’acqua, le risorse geotermiche, i rifiuti organici, inorganici e vegetali opportunamente trasformati e, naturalmente il sole.

In Italia, l’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) da un po’ di tempo sta promovendo l’incremento e lo sviluppo, mediante la riduzione dei costi di produzione ed il potenziamento del settore della ricerca, dell’energia solare, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la risorsa è maggiormente disponibile. Specchi parabolici, torri solari e concentratori sono gli impianti tecnologici che l’Enea prevede di installare entro qualche anno. I raggi del sole possono essere impiegati per produrre calore, attraverso semplici impianti a pannelli solari, oppure direttamente energia elettrica, sfruttando l’effetto fotovoltaico e le proprietà di materiali particolari, in grado di generare elettricità se stimolati dalle radiazioni solari.

Ma sulla scena dell’energie alternative sta emergendo un nuovo vettore energetico, con funzione di combustibile, si tratta dell’idrogeno, l’elemento chimico più semplice che, sulla Terra rappresenta una risorsa inesauribile. Attraverso un generatore elettrochimico, in cui l’idrogeno viene fatto reagire con un ossidante, si crea calore ed elettricità. Le ricerche e gli esperimenti effettuati dimostrano, inoltre, che il campo in cui l’idrogeno può trovare maggiori applicazioni è quello automobilistico, dove, addirittura, potrebbe soppiantare gli inquinanti combustibili tradizionali. L’idrogeno rappresenta, infatti, un “carburante” alternativo. Prototipi di auto alimentate ad idrogeno sono state già presentate. Attualmente le case produttrici interessate sono la BMW, la Citroen ed il gruppo General Motors. In particolare, la BMW ha in progetto di produrre una linea d’auto a idrogeno e fornire le più importanti città europee di distributori entro il 2005. Nel frattempo, e precisamente a giugno 2002, sarà disponibile in tutti i paesi europei Eolo, dal Dio dei venti, la macchina che funziona ad aria compressa e raggiunge una velocità di 110 km/h con un’autonomia di 200 km in città.

Numerose, quindi, le iniziative ed i progetti volti a tutelare le condizioni ambientali sul pianeta, perché meno inquinamento atmosferico vuol dire anche più vita.

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