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Cambiano le epoche, si trasformano gli strumenti, si moltiplicano le possibilità. Ma il desiderio di creare, coltivare le proprie passioni e condividere ciò che amiamo appartiene davvero soltanto a una generazione?

Dalle riflessioni degli studenti del Liceo “Lucrezia della Valle” di Cosenza nasce un dialogo delicato tra un nonno e la sua giovane nipote. Tra musica, lettura, creatività e nuove tecnologie, due mondi apparentemente lontani scoprono di avere molto più in comune di quanto immaginassero.

È un caldo pomeriggio d’autunno. La pioggia batte delicatamente contro i vetri del salotto, mentre nell’aria si diffonde il profumo del caffè appena preparato nella moka.

Sul grande tavolo sono sparsi bozzetti, campioni di stoffa, cartoncini colorati, forbici e parrucche ancora da sistemare. Sono gli strumenti che la nipote, diciottenne, utilizza per realizzare i suoi cosplay: costumi e accessori ispirati ai personaggi dei videogiochi, degli anime e dei film che ama.

Poco distante, vicino all’antica credenza di legno, riposano una chitarra acustica, alcuni romanzi consumati dal tempo e un piccolo bauletto che il nonno sta intagliando.

A prima vista, sembrano due mondi diversi. Eppure, entrambi raccontano la stessa cosa: il piacere di creare.

La ragazza torna dalla cucina con un vassoio, posa due tazzine di caffè sul tavolino e si siede accanto al nonno, che sta sfogliando uno dei suoi libri preferiti.

Nipote: «Ecco il caffè, nonno! Ho deciso di concedermi una pausa dal cosplay. Dopo tutto quel tempo passato a sistemare questa parrucca, mi si stavano intrecciando anche i pensieri!»

Il nonno sorride, osservando il tavolo ingombro di materiali.

Nonno: «Grazie, ne avevo proprio bisogno! Ma dimmi, come fai a passare ore a lavorare su una sola parrucca? Ai miei tempi, quando avevo diciott’anni, il tempo libero si trascorreva in maniera diversa. Non avevamo tutti questi materiali e strumenti a disposizione.»

Nipote: «È vero, oggi posso cercare tutorial su Internet, guardare i lavori di altri cosplayer e trovare facilmente quello che mi serve. Però non è sempre semplice: bisogna provare, sbagliare e ricominciare. Per costruire gli accessori uso gomma EVA, cartone, colla a caldo e vernici. Ci vuole tanta pazienza, proprio come quando lavori il legno! E tu, nonno, come trascorrevi le tue giornate da ragazzo?»

Il nonno posa la tazzina. La domanda sembra riportarlo indietro nel tempo.

Nonno: «Stavo molto fuori casa con gli amici. Facevamo passeggiate, chiacchieravamo e ascoltavamo musica. Non c’erano gli smartphone e i social network. Per organizzare un incontro dovevamo metterci d’accordo prima e, se qualcuno era in ritardo, non potevamo mandargli un messaggio per sapere dove fosse!»

Nipote: «Non riesco nemmeno a immaginarlo! Io sono abituata a scrivere agli amici in qualsiasi momento. Però, a pensarci bene, forse era bello anche dover aspettare, senza essere continuamente distratti dal telefono. E per quanto riguarda i tuoi hobby? Hai sempre avuto la passione per il legno?»

Nonno: «Ho imparato poco alla volta. Mi piaceva osservare gli oggetti fatti a mano e capire come fossero stati realizzati. Poi ho cominciato a usare gli attrezzi, a fare qualche tentativo e a migliorare. Oggi riesco a costruire piccoli mobili, orologi da parete e bauletti come questo. Per me ogni oggetto ha una storia.»

Il nonno solleva il coperchio del bauletto e lo mostra alla nipote. Lei si avvicina, osservando con attenzione i dettagli intagliati.

Nipote: «È bellissimo! Anch’io adoro creare oggetti con le mie mani. Realizzo bigliettini decorati, piccoli regali e accessori per i cosplay. La differenza è che spesso parto da un personaggio che mi piace e cerco di riprodurne i vestiti o gli oggetti.»

Nonno: «Io, invece, parto da un’idea mia. Ma sai che, a pensarci bene, il procedimento è quasi lo stesso? Prima si progetta, poi si scelgono i materiali e si comincia a lavorare. Cambiano gli strumenti e lo scopo, ma bisogna avere pazienza in entrambi i casi.»

La nipote prende un bozzetto dal tavolo e lo mette accanto al disegno del bauletto.

Nipote: «Guarda! I nostri disegni sono diversi, ma ci aiutano entrambi a immaginare quello che vogliamo realizzare. Io disegno vestiti, acconciature e accessori; tu progetti la forma degli oggetti e i particolari da intagliare. Oggi potrei anche usare una tavoletta grafica, ma mi piace ancora disegnare a matita.»

Nonno: «Io sono affezionato alla carta. Mi piace poter cancellare, correggere e aggiungere dettagli direttamente sul foglio. Naturalmente, i programmi digitali sono utilissimi. Tu hai la possibilità di usare entrambi i metodi, e questo ti offre molte alternative.»

Nipote: «È vero. Posso cercare ispirazione online, modificare un’immagine al computer e poi mettermi al lavoro. Ma la soddisfazione di vedere qualcosa nascere dalle proprie mani è difficile da sostituire.»

La ragazza si stiracchia, cercando di sciogliere la schiena indolenzita dopo tante ore trascorse al tavolo.

Nipote: «A proposito di stare seduti, stasera ho lezione di danza! Frequento un corso di balli latino-americani e caraibici. Non vedo l’ora di ballare: mi diverto, scarico le energie e sto insieme agli altri.»

Nonno: «Anch’io cercavo occasioni per stare in compagnia. E poi c’era la musica. Se volevi ascoltare una canzone, dovevi aspettare che passasse alla radio, comprare un disco oppure andare da qualcuno che lo possedeva.»

Nipote: «Quindi non potevi ascoltare la tua canzone preferita ogni volta che volevi? Io ascolto musica mentre disegno, preparo gli accessori e viaggio. Durante le lezioni di danza, poi, seguiamo ritmi diversi, dalla salsa alla bachata. Però a volte mi accorgo che la musica è sempre presente, ma non le presto davvero attenzione.»

Il nonno sorride e guarda la chitarra appoggiata vicino alla credenza.

Nonno: «Per me suonare è sempre stato qualcosa di speciale. Quando prendo la chitarra, riesco a rilassarmi e a dimenticare per un po’ le preoccupazioni.»

Nipote: «Ecco un’altra cosa che abbiamo in comune! Tu esprimi quello che senti attraverso le note, io attraverso i movimenti. Ma entrambi dobbiamo esercitarci e imparare. Immagino che anche tu, all’inizio, sbagliassi spesso.»

Nonno: «Altroché! All’inizio sbagliavo gli accordi e dovevo ripetere gli stessi passaggi tante volte. Oggi puoi trovare lezioni e video su Internet, mentre io imparavo soprattutto esercitandomi e ascoltando chi ne sapeva più di me. Gli strumenti cambiano, ma la pazienza serve sempre.»

Nipote: «Vale anche per la danza e per i cosplay. Posso guardare un tutorial, ma poi devo provare da sola. E quando qualcosa non riesce, ricomincio. A volte mi arrabbio, ma quando finalmente ottengo il risultato che volevo sono felicissima!»

Nonno: «È proprio questo il bello di avere una passione. Non conta soltanto il risultato finale, ma anche il tempo che dedichi a imparare. Io oggi preferisco leggere, suonare o lavorare il legno, ma questo non significa che non abbia più voglia di scoprire cose nuove.»

La nipote si volta verso la credenza e prende uno dei romanzi del nonno.

Nipote: «Tu leggi tantissimo! Io leggo quando ho tempo, ma spesso cerco informazioni online o guardo film e serie ispirati ai libri. Preferisci ancora quelli cartacei?»

Nonno: «Sì. Mi piace sentire la carta tra le dita e ricordare dove mi trovavo quando ho letto un certo passaggio. La lettura mi permette di viaggiare con la fantasia senza uscire di casa. I libri digitali sono comodi, ma sono affezionato alle mie copie.»

Nipote: «Io, invece, mi ritrovo spesso a fare più cose contemporaneamente: leggo, ascolto musica, guardo video e controllo i messaggi. Forse siamo cresciuti in un mondo in cui è più facile passare continuamente da un’attività all’altra. Mi piacerebbe imparare a dedicare più tempo a una cosa sola, senza distrarmi ogni cinque minuti.»

Nonno: «Ogni epoca ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Quando ero giovane avevamo meno possibilità di accedere alle informazioni, ma oggi puoi scoprire nuove passioni in pochi minuti e conoscere persone che condividono i tuoi interessi. L’importante è non dimenticare il piacere di vivere davvero ciò che fai.»

La ragazza rimane per qualche istante in silenzio, poi sorride.

Nipote: «Sai, nonno, parlando con te mi accorgo che i nostri hobby, anche se sembrano diversi, hanno molto in comune. Tu costruisci oggetti di legno e io creo costumi; tu suoni la chitarra e io ballo. Cambiano gli strumenti, ma cerchiamo entrambi qualcosa che ci faccia stare bene.»

Il nonno la guarda con affetto.

Nonno: «Hai ragione. Le generazioni cambiano, così come le abitudini e le tecnologie. Ma la curiosità, la creatività e il desiderio di esprimersi non appartengono a una sola età. E chissà, magari un giorno potresti insegnarmi qualcosa sui tuoi cosplay.»

Nipote: «Affare fatto! Potrei insegnarti a realizzare un piccolo accessorio e tu potresti aiutarmi a costruire una base di legno per esporlo. Sarebbe divertente unire le nostre capacità!»

Il nonno ride, si alza e prende la chitarra dalla credenza. Torna a sedersi accanto al tavolo e pizzica alcune corde per controllarne l’accordatura.

Nonno: «Mi sembra un’ottima idea. Ma, per cominciare, che ne dici se ti suono qualcosa mentre finisci i tuoi bigliettini?»

Nipote: «Mi sembra il piano perfetto!»

La ragazza sposta alcuni fogli, sceglie un cartoncino colorato e riprende il suo lavoro. Il nonno comincia a suonare dolcemente la chitarra, riempiendo il salotto di note calde e familiari.

Fuori, la pioggia continua a battere contro i vetri. Dentro casa, il fruscio della carta si mescola al suono delle corde e al profumo del legno.

La nipote torna a decorare il suo bigliettino, mentre ascolta la musica. Pensa a quanto siano cambiate le abitudini nel corso di settant’anni e a quante cose, invece, siano rimaste uguali.

Lei e il nonno sono cresciuti in epoche differenti e hanno trovato modi diversi per coltivare i propri interessi. Eppure, entrambi hanno bisogno di creare, imparare e dedicare tempo a ciò che amano.

Forse è proprio questo il bello del confronto tra generazioni: scoprire che, anche quando cambiano gli strumenti e i modi di vivere, le passioni possono ancora trovare un linguaggio comune.

A cura di Maria Felicita Blasi

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