Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva e continuata nel canale YouTube “infinito Presente”) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta a vivere meglio
Non sono ciò che mi è successo, sono ciò che scelgo di diventare. (Carl Gustav Jung)
Un paio di puntate fa siamo saliti nella cabina di pilotaggio dell’Io per vederne i comandi tecnici fra cui, la gestione dei freni inibitori, il controllo della realtà e la contestualizzazione nel tempo e nello spazio. Oggi, per completare il nostro viaggio nell’Esame Psichico, dobbiamo scendere in profondità.
Andremo, infatti, a esplorare il “sistema operativo” della nostra psiche. Scopriremo ancora meglio come la mente costruisce il senso di chi siamo, come impara a leggere i pensieri degli altri e cosa succede quando le nostre aspettative ideali si scontrano con le nostre angosce più intime. Lo faremo muovendoci sul nostro collaudato doppio binario: il rigore della clinica e lo specchio della vita quotidiana.
🎥 Guarda la puntata 152 di Mente & Dintorni
Il Binario Clinico: L’Architettura Profonda del Sé (I Quattro Pilastri Strutturali)
Nel modello psicodinamico, l’esame psichico una volta osservato il comportamento, “scava” per valutare la stabilità delle strutture profonde attraverso quattro pilastri fondamentali:
- L’Identità (Coesione vs Diffusione): È il nucleo del nostro sistema operativo. Un’identità coesa indica un complesso psichico stabile, armonico e continuo nel tempo e nello spazio, nonostante i normali cambiamenti di umore, contesti o relazioni. Questo ci consente di sentirci coerenti nel tempo, integrando pregi e difetti. Nelle strutture fragili (come nell’area borderline descritta da Kernberg) si assiste alla diffusione d’identità: il Sé è frammentato, manca un filo conduttore e la persona si percepisce radicalmente diversa a seconda del momento o delle persone che ha davanti, vivendo un vuoto cronico.
- La Funzione Riflessiva (Mentalizzazione): È la capacità di comprendere che il comportamento proprio e altrui è guidato da stati mentali interni (emozioni, desideri, intenzioni); sviluppata originariamente dagli studi di Peter Fonagy, questa funzione ci permette di non prendere tutto alla lettera; per esempio, se una persona è distratta, non deduco automaticamente che “mi odia”, ma comprendo che “potrebbe essere preoccupata per fatti suoi”.
- L’Ideale dell’Io: È la bussola interna che punta verso ciò che vorremmo essere, il nostro modello di perfezione; se l’Ideale dell’Io è troppo rigido, irraggiungibile e punitivo, la distanza tra chi siamo nella realtà e chi dovremmo essere diventa un abisso che genera depressione e un costante senso di fallimento.
- L’Angoscia e il Conflitto di Base: Ogni mente ha la sua “faglia sismica”; l’angoscia di base può legarsi alla paura di essere abbandonati, di essere invasi dall’altro o di frammentarsi; il conflitto di base nasce quando desideri opposti si scontrano (ad esempio, il bisogno assoluto di indipendenza che si scontra con il terrore della solitudine).
Come abbiamo potuto capire fin dalla prima puntata del nostro ciclo di Mente e Dintorni, nessuno può considerarsi immune dall’incontro con l’Angoscia.
Possiamo concludere che, ogni organizzazione di personalità si distingue per la presenza di un’angoscia e di un conflitto di base.
L’organizzazione psicotica di personalità si caratterizza per la presenza di un’angoscia di frammentazione e il conflitto di base si svolge tra i bisogni pulsionali (cioè quello che si vuole ottenere, senza valutare in alcun modo le responsabilità e le conseguenze) e la realtà.
L’organizzazione borderline presenta un’angoscia abbandonica (o anaclitica, caratterizzata da sentimenti di impotenza, solitudine, fragilità, paura di essere abbandonati e vulnerabilità di fronte alla possibile rottura delle relazioni interpersonali) e il conflitto di base è tra Es, Ideale dell’Io (il modello cui si vorrebbe narcisisticamente tendere, senza mai riuscirci completamente, proprio perché si tratta di un ideale) e realtà.
L’organizzazione nevrotica è caratterizzata da un’angoscia di castrazione e il conflitto è tra l’Es e il Super-Io all’interno dell’Io, che si trova a dover mediare.
Il Binario del Quotidiano: Lo Specchio dell’Identità nelle Relazioni Comuni
Questi quattro pilastri strutturali non restano chiusi nella stanza d’analisi. Al contrario, sono i registi invisibili che determinano come stiamo insieme agli altri, scrivendo la sceneggiatura delle nostre relazioni familiari, amorose e professionali.
Vediamo come si manifesta questo specchio nella nostra quotidianità:
In Amore: Il Camaleonte Relazionale e il Deficit di Mentalizzazione
Nelle relazioni sentimentali, la fragilità dell’identità e la bassa funzione riflessiva creano dinamiche logoranti.
- La diffusione d’identità in coppia: Pensiamo a chi, pur di farsi amare, azzera completamente i propri gusti, le proprie amicizie e le proprie idee per ricalcare perfettamente quelle del partner. Si comporta come un camaleonte; non è generosità: è la paura profonda che il proprio Sé, da solo, non abbia il diritto di esistere.
- Il fallimento della Funzione Riflessiva: È il classico cortocircuito del “Se mi ami, devi indovinare cosa penso”; quando il partner non capisce un bisogno non espresso, l’altro reagisce con rabbia catastrofica, incapace di mentalizzare il fatto che l’altro è un individuo separato con una mente diversa dalla sua.
Sul Lavoro: La Trappola della Perfezione
Sul posto di lavoro, l’Ideale dell’Io e l’angoscia di base giocano un ruolo cruciale.
- Il professionista schiacciato da un Ideale dell’Io ipertrofico non sarà mai soddisfatto dei propri risultati; davanti a un successo vedrà solo il piccolo dettaglio che poteva andare meglio; davanti a un errore banale, vivrà un’angoscia di frammentazione, sentendosi un totale impostore.
- Il conflitto di base tra il desiderio di emergere e la paura del giudizio altrui può portare alla procrastinazione bloccante: l’Io preferisce non fare, piuttosto che rischiare di mostrare una crepa nella propria immagine ideale.
Davanti allo Specchio: Il Riconoscimento delle Proprie Cicatrici
Quando ci guardiamo allo specchio la sera, l’auto-esame strutturale consiste nel fare pace con il nostro “sistema operativo” interiore. Significa accorgerci se stiamo vivendo la nostra vita autentica o se stiamo ancora cercando di soddisfare l’Ideale dell’Io che i nostri genitori hanno proiettato su di noi tanti fa.
Significa guardare le nostre fragilità e le nostre contraddizioni (i momenti in cui siamo forti e quelli in cui siamo spaventati) non come pezzi difettosi da buttare, ma come parti integranti di un’unica, complessa e preziosa identità.
Con questa puntata si chiude (almeno per il momento) il grande capitolo dell’Esame Psichico Strutturale.
Ora che l’archeologo ha esaminato le fondamenta e il pilota ha guardato i comandi, la domanda diventa: cosa succede quando la pressione della realtà o delle pulsioni diventa intollerabile? Come fa la mente a proteggersi dal rischio del crollo?
Nella prossima puntata, faremo un salto straordinario all’interno del sistema di sicurezza automatico della nostra psiche. Inizieremo l’analisi dei Meccanismi di Difesa, partendo dagli scudi più antichi e drastici: le difese primitive.
Ci salutiamo, quest’oggi, con una riflessione da portare con noi:
Quando ci sentiamo feriti dall’azione di un’altra persona, fermiamoci un secondo prima di reagire. Attiviamo la nostra funzione riflessiva e chiediamoci: “Sto vedendo la realtà dell’altro, o sto solo proiettando sullo specchio le mie angosce di base?
Buon cammino a tutti.

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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