Posted on

COMUNICATO STAMPA

Arriva nelle pagine culturali la nuova opera dell’Avvocato e Saggista Mimmo Leonetti, un racconto denso e filosofico che si colloca a pieno titolo in quella tradizione di pensiero che dalla Stoa giunge fino alla fenomenologia esistenziale contemporanea. Un testo che non interroga l’uomo sul cosa possedere, ma sul come abitare il mondo, muovendosi tra la pietra grezza del concetto e l’immensità della volta celeste.

Leonetti costruisce un testo di austera bellezza straordinaria. Austera, perché rinuncia all’ornamento retorico per privilegiare il nucleo del pensiero. Straordinaria, perché quella stessa austerità diventa specchio in cui il lettore è costretto a riconoscersi, proprio come un custode silenzioso che scruta l’infinito.


IL PERCORSO FILOSOFICO DELL’OPERA

1. La difficoltà come via d’accesso all’Alto

Con Seneca, l’autore ci ricorda che “solo attraverso le difficoltà si ha la possibilità di arrivare alle stelle. Conoscere ciò che spaventa, quello che inquieta, è il primo e più importante passo verso il miglioramento di se stessi”.
Qui la difficoltà non è intesa in senso patetico, ma ontologico. Essa è il “ciottolo” del sentiero: resistenza che obbliga il piede a posarsi con consapevolezza. Senza attrito non c’è cammino; senza attrito non c’è etica. L’uomo coraggioso, secondo la tesi del testo, è colui che “ha smesso di fuggire”, trasformando l’esperienza sgradevole in profonda conoscenza.

2. I “Personaggi Nascosti” e la necessità della Volta Celeste

Vi è nel tessuto del racconto un’altra figura centrale e silenziosa: i personaggi nascosti. Donne e uomini che scelgono di restare invisibili, non per viltà, ma per la difficoltà di trovare spazi in cui esprimere liberamente un certo tipo di idee e un certo modo di sentire. Idee che non inseguono il consenso in un foro pubblico assordante e sorvegliato.

Ecco perché l’autore ci conduce sotto la volta celeste: sotto le stelle non ci sono bandiere, algoritmi o padroni. C’è solo il cielo, Spazio e Spirito. Lì i “nascosti” smettono di nascondersi tra loro; lì il silenzio diventa ascolto e la parola torna ad avere il peso della responsabilità. I personaggi nascosti di Leonetti sono custodi che si ritirano dal mondo per non tradirlo, attendendo il momento di posare il loro ciottolo.

3. La Giustizia come traccia e non come norma

Il nucleo interrogativo del racconto riguarda il ruolo della Giustizia. Leonetti la sottrae alla dimensione puramente giuridica per restituirla a quella esistenziale. La Giustizia non è la sentenza, ma la traccia. È il gesto compiuto quando nessuno guarda, il “ciottolo di zelo” posato per il Fratello che verrà. L’individuo non è chiamato a essere grande, ma a essere memorabile, lasciando il mondo un poco più ordinato di come lo si è trovato.

4. Memoria, immortalità e atto creativo

“L’immortalità è il ricordo che si lascia nella memoria degli omen. Quest’idea spinge a grandi imprese. Meglio sarebbe non aver vissuto che non lasciare tracce della propria esistenza”.
Leonetti declina la lezione dei classici in chiave interiore: le “grandi imprese” sono coerenze, sono i trentatré “sì” pronunciati contro il comodo. Jorge Luis Borges, citato a margine, completa il quadro: “Uno scrittore deve abbandonarsi al piacere di sognare, di scrivere… Però chissà che la massima felicità non sia la lettura”. Scrivere è posare ciottoli; leggere è seguire le stelle altrui.


CONCLUSIONE: IL CIELO COME AGORÀ DEI LIBERI

“Sotto le Stelle” non è dunque un invito all’ascensione, ma al ritorno. Le stelle non sono fuori, da raggiungere: sono dentro, da meritare. E la volta celeste è l’unica Agorà rimasta ai liberi, il luogo dove un certo modo di sentire può essere vissuto senza svilirlo.

Il cielo si conquista smettendo di fuggire dalle proprie difficoltà, praticando una giustizia fatta di piccoli gesti quotidiani e avendo il coraggio di lasciare una traccia. È in questo intreccio tra etica stoica, responsabilità esistenziale e poetica della memoria che risiede la forza del racconto di Mimmo Leonetti.

NELLA SUA GRAZIA, L’UNIVERSO CONCEDA AL LETTORE SPIRITO E SPAZIO
PER VEDERE I CIOTTOLI DI ZELO
DI QUEL SENTIERO CHE CONDUCE AL CIELO.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *