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 Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.

Non c’è nulla di cui aver paura, se non della paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)

Se nell’Ansia Generalizzata abbiamo incontrato una “sentinella” che scruta instancabilmente l’orizzonte, nel Disturbo di Panico ci troviamo di fronte a un vero e proprio “falso allarme” che squarcia il silenzio della quotidianità. Qui, l’ansia non è un rumore di fondo ma un’esplosione improvvisa, un terremoto emotivo che travolge i sensi e convince la mente che la fine sia imminente.

In questa puntata n° 119, esploreremo il paradosso del panico: una tempesta biologica che scatta senza che vi sia alcun fulmine nel cielo.

Il panico è un’improvvisa diserzione della ragione. (Anonimo)

Chi vive un attacco di panico non sperimenta solo paura ma un tradimento del proprio corpo. Senza preavviso, il cuore accelera, il respiro si fa corto e la mente si scinde: una parte osserva bloccata dal terrore, mentre l’altra è convinta di essere sull’orlo di un infarto o di impazzire.

Un esempio storico: Edvard Munch

Molti storici (e clinici) rivedono i tratti del panico e dell’agorafobia nelle descrizioni dei malesseri del pittore norvegese Edvard Munch. Il suo celebre dipinto “L’Urlo” non è solo un’opera d’arte, ma la trascrizione visiva di un attacco di panico: una vibrazione della natura che diventa insopportabile, un senso di catastrofe imminente che isola il soggetto dal resto del mondo, lasciandolo solo con il proprio terrore viscerale.

Il sole stava calando sul fiordo, le nuvole erano color rosso sangue. Improvvisamente, ho sentito un urlo che attraversava la natura. Un grido forte, terribile, acuto, che mi è entrato in testa, come una frustata […]Anch’io mi sono messo a gridare […] Ma nessuno mi stava ascoltando […] ho fatto urlare i colori. Non mi riconoscete, ma quell’uomo sono io“. (Edvard Munch)

Definizione Clinica

Il Disturbo di Panico è una condizione caratterizzata da attacchi di panico ricorrenti e inaspettati, che sono episodi improvvisi e intensi di paura o disagio con sintomi fisici (palpitazioni, sudorazione, dolore al petto, vertigini) e cognitivi (paura di impazzire, perdere il controllo o morire).

Nel Manuale di Psichiatria fra i cui autori compare il professor Matteo Balestrieri, vengono individuati due tipi di attacco di panico: quello atteso è quello inaspettato.

L’attacco atteso è quello che insorge a seguito di uno stimolo o di un evento prevedibile o che già precedentemente era stato causa di attacchi di panico.

L’attacco inaspettato è quello che insorge per stimoli che in precedenza non erano stati all’origine di attacchi o che non sono ovvi come, ad esempio, quando il soggetto non è teso o in apprensione oppure nel caso di un attacco di panico notturno che compare nel sonno.

Un attacco di panico è un breve periodo (tipicamente raggiunge il picco in 10 minuti) di intensa paura accompagnato da almeno quattro sintomi fisici o cognitivi.
La caratteristica distintiva del Disturbo (rispetto al singolo attacco isolato) è la cosiddetta “ansia anticipatoria”: la preoccupazione persistente di avere nuovi attacchi o la modificazione del comportamento per evitarli (evitamento), che spesso sfocia nell’agorafobia.

Sintomi

  • Cardiorespiratori: Tachicardia, palpitazioni, dolore al petto, sensazione di soffocamento (fame d’aria).
  • Vestibolari e Sensoriali: Vertigini, sbandamenti, brividi o vampate di calore, formicolii (parestesie).
  • Cognitivi: Derealizzazione (il mondo sembra irreale, ovattato, distorto), depersonalizzazione (sentirsi distaccati da sé stessi), paura di morire o di perdere il controllo.

Diagnosi Differenziale

È fondamentale distinguere il Disturbo di Panico da:

  • Disturbo d’Ansia Generalizzata: Nel DAG l’ansia è cronica e legata a problemi reali; nel panico è acuta, improvvisa e spesso legata a sensazioni interne del corpo;
  • Condizioni Mediche Organiche: prima di una diagnosi psicologica, vanno escluse patologie come l’ipertiroidismo, le aritmie cardiache o il feocromocitoma (tumore benigno delle ghiandole surrenali);
  • Fobia Specifica: Nel panico, l’attacco può avvenire “a ciel sereno”, mentre nella fobia è scatenato da un oggetto preciso (es. un ragno, un cane, etc.).

Eziologia e Patogenesi

Neurobiologicamente, il panico è una risposta di “attacco o fuga” attivata nel momento sbagliato.

  • L’Amigdala e il “Circuito della Paura”: Nel Disturbo di Panico, l’amigdala è iper-reattiva. È come un sensore di fumo che scatta non per un incendio, ma per il calore di una candela.
  • Il Locus Coeruleus: Questa piccola area del tronco encefalico è la centrale della noradrenalina. Nel panico, il Locus Coeruleus “spara” scariche eccessive, inondando il corpo di segnali di emergenza.
  • Il Ruolo della CO2: Molti pazienti con panico hanno un’ipersensibilità dei recettori cerebrali dell’anidride carbonica; una leggera variazione nel respiro, viene interpretata dal cervello come un segnale di asfissia, scatenando la reazione di panico per indurre il soggetto a cercare aria.
  • L’Ippocampo e l’Ansia Anticipatoria: mentre l’amigdala gestisce l’attacco, l’ippocampo memorizza il contesto; se ho avuto un attacco al supermercato, l’ippocampo “etichitterà” quel luogo come pericoloso, generando l’ansia prima ancora di entrarci.

In sintesi, il Disturbo di Panico è la malattia della “paura della paura”.

Nelle prossime puntate esploreremo come la psicodinamica legge questi attacchi come “messaggi interrotti” dall’inconscio e come ripristinare il dialogo tra mente e corpo.

Per questa puntata, possiamo salutarci con uno spunto di riflessione rivolto a chi si sente travolto dalle onde del panico:

Anche la tempesta più violenta ha un centro calmo. E anche l’attacco di panico più feroce ha una fine certa. (Cit.)

Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale parleremo del Mutismo selettivo

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi

Buona “degustazione”

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