Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.
Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune. (Alessandro Manzoni)
In un contesto clinico, questa frase di Alessandro Manzoni può essere reinterpretata come la consapevolezza che la propria paura sia irrazionale ma che, al tempo stesso, si resti incapaci di contrastarla razionalmente di fronte alla pressione dell’ambiente esterno
Per quanto stano possa sembrare, Alessandro Manzoni è uno dei personaggi più noti, della letteratura italiana, a soffrire di agorafobia (dopo un episodio di panico tra la folla a Parigi nel 1810) e, per gran parte della sua vita preferì evitare i luoghi affollati, rifugiandosi nelle sue proprietà.
In questa puntata n° 116, ci occuperemo dell’Agorafobia, sempre nel rapporto con l’ansia e la paura.
Fare un nuovo passo, pronunciare una nuova parola, è ciò che la gente teme di più. (Fyodor Dostoevsky)
Questa frase riportata nel libro “Delitto e castigo”, descrive lucidamente la paralisi decisionale e fisica che colpisce chi soffre di agorafobia di fronte all’ignoto che viene dall’esterno
Il termine agorafobia deriva dal Greco “Agorà”, e connota la paura intensa e irrazionale di trovarsi in situazioni da cui è difficile fuggire o ricevere aiuto, spesso legate a spazi aperti, affollati, o mezzi di trasporto, scatenata dal timore di attacchi di panico o sintomi invalidanti (come svenimenti, perdita di controllo) in pubblico.
In conseguenza di ciò, si mette in atto un forte evitamento di luoghi come supermercati, mezzi pubblici, incolonnamenti e, non di rado, si cerca di evitare anche di restare da soli fuori casa.
Sintomi Fisici (Simili al Panico)
- Cardiovascolari: Palpitazioni, tachicardia o dolore al petto.
- Respiratori: Dispnea (fame d’aria), sensazione di soffocamento o iperventilazione.
- Neurologici: Vertigini, instabilità, senso di svenimento o parestesie (formicolii).
- Gastrointestinali: Nausea, dolori addominali o diarrea improvvisa.
- Termoregolatori: Sudorazione eccessiva, brividi o vampate di calore.
Sintomi Cognitivi e Comportamentali
- Pensieri catastrofici: Timore che la fuga sia difficile o che non sia disponibile aiuto in caso di sintomi invalidanti o imbarazzanti (es. cadere, perdere il controllo intestinale).
Diagnosi Differenziale
È importante distinguere l’agorafobia da:
- Fobia sociale (l’ansia è legata alla paura del giudizio altrui e non alla paura dello spazio aperto)
- Disturbo da Stress Post-Traumatico – PTSD (conseguente a un forte trauma)
- Disturbo di Panico (la paura principale è legata alle conseguenze dell’attacco di panico stesso come, per esempio, un infarto; nell’agorafobia la paura è legata all’impossibilità di fuggire o di essere soccorsi.
Eziologia e Patogenesi
Fattori Psico-Sociali e Ambientali, Genetici e Familiari (necessitanti di una attivazione epigenetica) Fattori Biologici e Strutturali, che alterano il funzionamento dell’amigdala, della corteccia cerebrale, dell’ippocampo e dell’insula nel circuito della paura.
Il circuito cerebrale della paura è un sistema complesso e integrato che coinvolge strutture della corteccia cerebrale e altre definite “sottocorticali” (cioè, collocate immediatamente sotto la corteccia cerebrale), che sono deputate alla rilevazione delle minacce e alla generazione della risposta emotiva e comportamentale.
Il centro di comando: L’Amigdala
L’amigdala è una struttura a forma di mandorla, considerata il fulcro del circuito. Situata in entrambi i lobi temporali, agisce come una “centralina” che riceve stimoli sensoriali e attiva risposte di emergenza.
Esistono due “vie”, nel circuito
Via Bassa – “Veloce” (Talamo-Amigdala): rapida e inconscia che permette una reazione immediata (come, ad esempio, il trasalimento) prima ancora che il cervello elabori un po’ più coscientemente lo stimolo.
Via Alta – “lenta” (Talamo-Corteccia-Amigdala): che coinvolge anche la corteccia sensoriale, oltre che quella prefrontale (che frena l’amigdala), l’ippocampo (fondamentale per contestualizzare la paura nel tempo e nello spazio e ci aiuta a capire se un determinato evento può essere pericoloso o meno) e l’insula (Coinvolta nella percezione degli stati interni del corpo) permettendo una valutazione razionale del pericolo.
In sintesi, nell’agorafobia si osserva un’iperattività del sistema Amigdala-Insula (ipersensibilità alla minaccia e ai segnali corporei) accoppiata a un’ipofunzione della Corteccia Prefrontale Mediale (incapacità di inibire razionalmente la paura) e dell’ippocampo (che non ci consente di capire se un pericolo è reale o meno.
Fra qualche puntata vedremo che tipo di personalità predispone all’agorafobia, alla fobia sociale e ai disturbi di panico e cercheremo anche di individuare una chiave di lettura secondo i grandi autori della psicodinamica
Nel frattempo possiamo salutarci con una metafora potente sulla necessità di riconquistare lo “spazio aperto”, nonostante i rischi percepiti
Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite (John A. Shedd)
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale ci occuperemo della Fobia Sociale
Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi
Buona “degustazione”

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Responsabile area psicosociale dell’Ambulatorio Popolare (a sostegno dei meno abbienti) nel Centro Storico di Cosenza – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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