Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.
Una volta mi hanno chiesto quale fosse il dolore più grande che avessi mai sopportato.
“Quello dell’anima” ho risposto.
È il dolore che nessuno vede, che nessuno comprende; il dolore che molti giudicano come esagerato e per il quale non esiste una cura. È il dolore che ti consuma dall’interno ma ti lascia in vita, costringendoti a continuare a soffrire. (Alda Merini)
Ma come facciamo a capire quando si tratta di depressione?
La depressione è una finestra aperta verso l’interno, dove non c’è orizzonte. (Fabrizio Caramagna)
“Alcune caratteristiche del paziente depresso lo rendono facilmente riconoscibile all’osservazione esterna. La postura è generalmente caratterizzata da un ripiegamento su di sé, i movimenti sono rallentati, l’andatura è incerta. Nelle forme agitate si evidenzia, al contrario, un aumento dell’attività motoria: il paziente cammina avanti e indietro, si alza e si siede continuamente, si torce le mani e se le porta ripetutamente al viso e alla testa. L’espressione del viso è improntata a tristezza: la fronte è aggrottata caratteristicamente (omega depressivo); Lo sguardo può essere spento e, contemporaneamente, carico d’angoscia; gli angoli della bocca tendono verso il basso; la muscolatura del viso appare contratta” (Alberto Siracusano – Manuale di Psichiatria)
Manifestazioni cliniche della depressione
Le manifestazioni cliniche della depressione sono caratterizzate da una serie di sintomi a carico:
- dell’umore (quindi dell’area affettivo / emotiva);
- della psicomotricità (quindi del rapporto fra il corpo e il suo movimento)
- della sfera cognitiva;
- della sfera somato-vegetativa (cioè di come l’inconscio agisce sul corpo, influenzando l’umore)
Area affettivo emotiva
Caratterizzata da una condizione di pessimismo e scoraggiamento perenni, non modificabili da alcun tipo di avvenimento (neanche positivo) e che, pur essendo simile alla tristezza, se ne distacca soprattutto per la dimensione assunta dal dolore che interessa tutta la vita ed è l’elemento centrale dell’umore depressivo.
Altro elemento identificativo consiste nella diminuzione della capacità di provare interesse o piacere, determinando un senso di noia, di distacco e di inadeguatezza verso tutto quello che, abitualmente determinava una motivazione a vivere.
Parallelamente, si sviluppa un senso di fastidio verso manifestazioni di gioia osservate negli altri (perché vedere altri che gioiscono accentua la propria sensazione di lontananza di estraneità e di impotenza).
Altro elemento fondamentale per la depressione e quello caratterizzato dalla perdita dell’attaccamento affettivo con conseguente sensazione di distacco emotivo, per il quale ci si sente colpevoli.
Buoni compagni di questa condizione sono l’ansia, la tensione, l’inquietudine e l’angoscia
Area della psicomotricità
L’elemento caratteristico e costante è quello del rallentamento psicomotorio, con movimenti considerevolmente ridotti al punto tale che, qualsiasi azione, richiede uno sforzo notevole essendo presente anche un profondo senso di astenia.
Nei casi di “depressione agitata” il quadro cambia radicalmente, con agitazione psicomotoria che si manifesta attraverso irrequietezza continua, necessità di muoversi, parlare, torcere le mani e le dita come a voler comunicare, in maniera quasi violenta, la propria sofferenza.
Area cognitiva
Il rallentamento depressivo si manifesta con difficoltà a mantenere l’attenzione e la concentrazione e con disturbi di memoria.
In alcuni casi la situazione diventa talmente grave da porre la necessità di diagnosi differenziale con il deterioramento cognitivo.
il contenuto del pensiero è caratterizzato dalla presenza di idee molte volte incentrate attorno a vissuti di colpa, rovina, malattia e indegnità congrue all’umore; altre volte, invece, i contenuti del pensiero possono essere incongrui all’umore con tematiche di persecuzione: in questi casi si pongono problemi di diagnosi differenziale con il disturbo schizoaffettivo.
Raramente si hanno disturbi dispercettivi come allucinazioni uditive a sfondo auto denigratorio che potrebbero portare a commettere gesti autolesivi.
L’ideazione suicidaria, nei casi particolarmente gravi, può manifestarsi come un’idea stabile covata a lungo o come un impulso improvviso irrefrenabile.
il linguaggio si presenta scarso nel contenuto, con lunghe pause e tono della voce basso e monotono
Area somato vegetativa
Su questo versante, si evidenziano riduzione della libido con alterazione nei confronti dell’appetito (che può ridursi considerevolmente, oppure aumentare fino a manifestazioni di tipo bulimico).
Un altro sintomo caratteristico è rappresentato dall‘insonnia con risvegli notturni multipli o risveglio precoce al mattino. In alcune forme cliniche si può riscontrare, al contrario, ipersonnia.
Essendo chiamato in causa il sistema neurovegetativo, potenzialmente ogni apparato può essere coinvolto, determinando problemi di cefalea, gastro intestinali, osteoarticolari, cardiorespiratori, etc.
Tutto racconta di una luce spenta, come se fosse l’ora di dormire. Ma è giorno e guardiamo il mondo attoniti, senza nessuna voglia di fare perché, la depressione, sembra essere un buon posto per nascondere la vita che non vogliamo avere.
(Fabrizio Caramagna)
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale ci occuperemo dei quadri clinici, partendo dalla Depressione Maggiore.
Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi
Buona “degustazione”

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Responsabile area psicosociale dell’Ambulatorio Popolare (a sostegno dei meno abbienti) nel Centro Storico di Cosenza – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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