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Questa è l’ottava puntata del percorso fatto di ricordi, sensazioni, riflessioni, stati d’animo di chi ha trascorso gran parte della propria vita accanto a un genio ribelle (e incompreso) del mondo della psicoterapiaGiovanni Russo

14 giugno 2023

In riferimento all’organizzazione della scuola e delle lezioni, una cosa molto interessante da segnalare e che caratterizzava la nostra scuola è che era previsto, oltre alle verifiche orali con i vari docenti che si svolgevano in sede due volte l’anno, un seminario di studi, a classi riunite, fuori sede.

Cosa significa? Che veniva scelta una località non troppo distante da Roma, per vivere due giorni tutti insieme. Si prenotava un albergo che dava la possibilità di accedere al salone, per le varie attività da svolgere.

Nel programma erano comprese relazioni scritte dagli allievi su argomenti precedentemente concordati che poi venivano esposti oralmente.

Un’altra attività inserita nel programma era “lo psico dramma” cioè si sceglieva un argomento di attualità, per esempio “la droga” e si metteva in scena un copione, ogni allievo aveva un ruolo e lo doveva interpretare.

Questo strumento aveva una funzione catartica e liberatoria perché consentiva all’attore che entrava nella parte, a gestire e ad esprimere le proprie emozioni.

Anche io sono stata coinvolta e nonostante le mie resistenze, non è andata male. Del resto nella scuola ero multitasking, oltre ad essere la moglie del titolare della scuola, mi occupavo della struttura, a livello di segreteria, gestivo i rapporti con gli allievi ed, allo stesso tempo, ero anche io un’allieva.

Per questi motivi, mio marito, il dott. Russo, mi spronava a preparare una relazione, dovevo scegliere l’argomento e poi esporlo, come facevano gli altri allievi.

A questo proposito, mi piace sottolineare un tratto della metodologia di Giovanni Russo che mirava a mettere ciascuno nella condizione, utilizzando strumenti da lui ideati, di riuscire a sbloccarsi e a prendere coscienza delle proprie problematiche.

Ricordo che il mio primo intervento, in questi ritrovi, era un argomento che riguardava proprio me stessa ed era relativo al fatto che mi scoprivo ricoperta di lividi senza ricordare dove avevo urtato, mi capitava di perdere oggetti, scordavo di comunicare messaggi importanti, insomma avevo problemi con la memoria a breve termine. Il motivo era, scoperto poi attraverso il lavoro su me stessa, che avevo creato la mia corazza, per non soffrire della negatività che mi arrivava dal mondo esterno, il problema, però, è che con questo sistema impedivo anche al positivo di entrare.

Ora questo rappresenta una difficoltà del mio passato, tutto è solo stato analizzato e risolto.

Anche in questo caso, ho voluto raccontare come ogni occasione organizzata per gli allievi era funzionale, il fine ultimo, infatti, era insegnare la teoria e metterla in pratica.

…CONTINUA

Oretta Lanternari – Pedagogista

Adattamento del testo: Mariella Cipparrone

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