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Ebbe interessi diversi nella vita:

filosofia ed anche teologia;

amò qualcosa che appare un po’ inaudita

(mi riferisco proprio alla magia!)

Proprio per questo lo colse la sfortuna:

subì denuncia lui per eresìa;

la risultante fu soltanto una:

fu arso vivo, tradito da una spia.

Egli ritenne che l’uomo sa capire

la verità divina, con ragione;

dell’  “infinito” si dovrà servire,

se lui vorrà risolver la questione.

Avverte l’esigenza assai furente

di quel rinnovamento spirituale;

quello cristiano non era proprio niente…

…il suo era, di certo, più morale.

Causa e princìpio d’ogni cosa è l’UNO,

da cui, però, derivan due motori,

che non potrà negar proprio nessuno:

“formale”  e  “materiale” sono ori!

Costituiscon un’unica realtà,

come se fosse che da una sol materia

l’artista tante forme ne farà,

ma il risultato è cosa molto seria.

Nella Natura appare proprio Dio

ed essa è anche infinita come Lui;

ma del filosofo questo è il gran desìo:

Dio è il motore, è proprio “causa sui”.

Iddio dalle passioni ci allontana,

ché rendon l’uomo proprio prigioniero;

invece, lui possiede mente sana,

per stabilire il falso oppure il vero.

Colui che di per sé virtù possiede,

con Dio in armonia un dì sarà;

luce divina è ciò che  lui, poi, vede

e, finalmente, ottien la libertà!

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