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Complicato questo concetto!

Difficilissimo da districare e tradurre in parole scritte, che siano non troppo contaminate dalla rabbia del momento, magari anche associata ad altri grandi fastidi che sommandosi fanno un bel totale.

Le prove cui siamo sottoposti in questo momento storico determineranno in ciascuno di noi un cambiamento radicale che, partendo da una base di comportamento individuale e seguendo un percorso evolutivo diretto all’amplificazione del tratto stesso, alla fine si tradurrà in una traccia di modifica irreversibile. Soprattutto se la tua non è più tenera età, ma già definita da un lungo periodo di vita.

Le ragioni degli altri.

È tornata la normalità nelle mie giornate?

Lo strappo.

Torna a me alla memoria, ormai, lo strappo. La sofferenza del periodo, la curiosità della novità, il primo tanto atteso riavvicinamento.

La calda stagione ogni anno mi riporta alla mente il profumo dei periodi trascorsi, la grande nostalgia del passato. E contemporaneamente la voglia di riprovare quel sottile dolore del momento, quando la terra scivolava e perdevi l’equilibrio.

Eppure dopo tanti anni di scoperte forse ho imparato ad entrare in allerta un attimo prima e fermarmi nell’istante in cui tutto potrebbe ricominciare a sgretolarsi.

La lettura del giorno dopo.

Mi soffermo e provo a cercare la giusta tranquillità per riprendere il racconto della mia vita, ma, immediatamente, insorge quel maledetto senso di colpa legato al dovere che fa perdere di vista la cosa vera.

A difficoltà ci arrampichiamo sul muro che divide la normalità dalla naturalità degli eventi che hanno investito questi ultimi pochi anni, cercando di staccare il pensiero e provare a ricordare per potere andare avanti.

Vengono fuori amaramente le ostilità fra le diverse posizioni, quelle senza ragione e quelle stressate fortemente dalla razionalità e dalla disponibilità di quello che la scienza ad oggi può offrire.

E ci dividiamo.

Un po’ dispiaciuta dalla mancanza dell’emozione che trova pace nei fogli bianchi che più mi hanno aiutato nei momenti difficili. Troppe le distrazioni, troppa la necessità di ritrovare negli ambienti più vissuti la concentrazione e la motivazione ad operare.

La stagione calda di certo non aiuta.

Un po’ di tempo per me stessa. Veramente questa volta, liberando le parole e riaccendendo la vita nelle parole.

La verità a se stessi.

Un concetto facile da incasellare, da spiegare e da comprendere. Eppure …

La menzogna. La peggiore bugia che si possa dire è a se stessi, nel tentativo di attenuare la sofferenza.

Meglio nascondere che, a voce alta, sillabare il problema, incapsularlo e provare a dimenticarlo.

Ma …

Le capsule di bugie viaggiano all’interno del corpo scontrandosi con la pungente verità, determinando una implosione che porta prepotentemente alla riflessione.

Un momento di freschezza dopo giorni di insopportabile calura.

Parliamo utilizzando la modalità che più preferisco e di questo ne sono grata. Ritorno, in questo modo, sulle parole che definiscono i concetti e rileggo con attenzione, ritrovando la sincerità purificata dalla impulsività e dalla necessità di avere prepotentemente ragione.

La verità, senza alcuna fretta. E tutto sarà più semplice.

Fernanda

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