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Mi capita spesso in questi giorni di pensare ai miei genitori. Non riesco a spiegare bene quello che provo quando sono con la mente in loro, ora. Inverosimile che non sappiano quello che succede sulla Terra. Increduli. Credo che una madre o un padre quando lascia la vita, fra i tanti dolori, questo proprio no.

Perché quello che accade è inverosimile.

Eppure …

Eppure lo avevamo studiato. Poteva accadere, non prevenire, impossibile, ma prevedere si e soprattutto prepararsi.

Credo fermamente che quello che ognuno di noi portava dentro si rafforzerà. Una sorta di amplificazione dei propri sentimenti, valori, emozioni.

Divento intollerante ad ogni immotivata polemica, conservo una sorta di equilibrato ottimismo che mi sostiene e, nell’equilibrio, la razionalità mi aiuta.

Lo scandire del tempo è ormai cambiato. Quasi un ritorno alle origini, una nuova organizzazione degli spazi fisici, quelli che occupiamo con i corpi e, mentali, quelli che riempiono la maggior parte delle nostre giornate.

Introspezione, ascolto del proprio interno, preparazione.

Nel silenzio di ogni ora, di ogni giorno, arrivano inaspettatamente le risposte. Le più importanti.

La prova più importante della vita. La prova più importante della vita da sostenere in compagnia di se stessi e, anche se può sembrare un paradosso, diventa la più difficile da vivere da soli e contemporaneamente più semplice se sei abituato ad andare d’accordo con te stesso, accogliendo gli altri solo come completezza della tua identità e non come necessità.

Eppure il bisogno degli altri fa parte della vita di tutti noi.

Sorrido,abbassando lo sguardo e chiedendomi ancora una volta perché alla percezione tangibile delle proprie paure tanti reagiscono amplificando ciò che, falso, viene orrendamente comunicato.

Un momento di grande disperazione e di grande opportunità per se stessi. Il rinforzarsi della propria identità giornalmente messo in discussione dalle continue provocazioni telematiche che oscurano, offuscando le verità.

Quest’oggi il cielo non aiuta. Le nuvole ingabbiate nella pioggia contribuiscono ad offendere il nostro labile stato d’animo. E mi sorprendo a piangere innanzi a un sincero saluto avendo di fronte il centro del dolore che, in questo momento, è la forza principale della vita di tutti noi. Un silenzio irreale, un lungo applauso.

Le voci chiassose dei piccoli rimbombano fra le mura dei condomini che appaiono ormai disabitati.

Un amplificatore di stati d’animo, di paure, di irrazionalità, di sentimenti, di modi di essere, di vita.

Osservo e mi osservo.

Quello che giaceva nascosto nel profondo dell’anima si manifesta ora senza nessun filtro. Amplificato. Puoi ora, più che mai, provare a selezionare, ad alimentare quello che potrebbe aiutarti a migliorare.

Mi aggiro per le stanze della mia casa. L’essere umano ha facilità ad abituarsi alle situazioni, anche se …

E nel buongiorno di ogni nuovo giorno trovo conforto nella lettura di una tenerissima corrispondenza amorosa fra due amanti, di un tempo. Non vivono più da anni,  due decenni ormai, però in noi hanno lasciato il seme del loro essere, del loro grande amore.

Anche questo mi dà la forza di andare avanti.

 A mia madre (4 aprile 2020)

Fernanda

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