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Contrariamente a quello che accadeva ai tempi di Ippocrate, Esculapio, o Galeno di Pergamo, spinti dall’esigenza di rispondere in tempi brevi alla richiesta della massima performance, lo spirito della moderna medicina (in conformità a diversi protocolli terapeutici internazionali) porta ad intervenire sulla malattia senza cercare né di conoscerla a sufficienza, né di capirne la causa e utilizza rimedi che possono avere effetti collaterali, senza domandarsi se esistano invece altri metodi più adatti e non tossici.

In questo modo, però, si rischia di focalizzarsi troppo sulla ricerca di agenti causali, per lo più esterni, considerando l’organismo umano come un campo di battaglia dove farmaci sempre più potenti devono combattere nemici sempre più temibili.

A questo punto, la domanda che si pongono molti medici dalla visione olistica è: il nostro corpo in crisi deve essere veramente trattato come un nemico? Non vi sono altre visioni possibili della fisiopatologia?

La peculiarità della Medicina, rispetto alla Psicologia, consiste nella visione oggettiva del problema, senza diramazioni in diversi “indirizzi di appartenenza” anche se, ovviamente, vi sono diverse valutazioni e modalità di approccio eziologico (circa la causa) della malattia.

Questo significa, ad esempio, che si possono considerare i sintomi del malato come una malattia in sé, ma li si può anche riconoscere come manifestazioni di uno squilibrio più profondo dell’intera persona, che può avere un’origine psichica, alimentare, osteoarticolare, affettiva, professionale etc.

Il “prendersi cura” di chi soffre (al di là del disturbo specifico) a questo punto, porterebbe a valutare con accortezza le eventuali compartecipazioni relative ai disagi esistenziali e potrebbe indurre la persona a “pensarsi” in termini differenti, considerando persino il malessere come un’occasione per riflettere e “ripartire”.

“La malattia richiede che si faccia pace all’interno di sé.”

Questo lo spiega il professore Christian Boiron, medico e direttore generale dei Laboratoires Boiron“Lottando contro la malattia, la persona lotta contro se stessa, ma non dimentichiamoci che non si può dichiarare guerra e allo stesso tempo fare pace. È importante tener conto a sufficienza dello straordinario potenziale di salute che è insito in ciascuna persona e ricordarsi che l’Uomo è una creatura di Dio“.

E come tale, aggiungiamo noi, “costretto” a rispettare quelle leggi di Natura che evitano smarrimenti e disturbi. Fisici e psicologici.

Fontiwww.edott.it

G. M. – Medico Psicoterapeuta Presidente Neverland (Scarl – No Profit – ONLUS) – 30 settembre 2011

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