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Dunque, un giorno il famoso etologo, Konrad Lorenz se ne stava nel suo giardino, cinto da una siepe alta ma non abbastanza per impedire al passante di vedere all’interno, ed era intento ad uno dei suoi soliti esperimenti – camminava curvo, dondolandosi ed emettendo di tanto in tanto fatidici: qua, qua, qua – imitava il verso di un’anitra. Alcuni turisti, al richiamo dei quà quà, non certo di pretta origine animale, si avvicinarono alla siepe a guardare; quale non fu la sorpresa di vedere questo sconosciuto, almeno per loro, che poverino, dissero alcuni, avendo perduto il senno, imitava una papera. Scuotendo la testa, commiserando il negletto, passarono via mormorando all’infelicità di quel tale.

Quale sarebbe stata, invece, la loro sorpresa se, entrati nel giardino, avessero potuto vedere dei piccoli anatroccoli che al richiamo ( quà quà ) dello scienziato, lo seguivano come fosse stata la loro madre; ma gli anatroccoli erano nascosti alla vista della siepe e mentre si poteva, dal di fuori, vedere Lorenz chino, non si scorgevano gli anatroccoli.

Gli Esseri Umani hanno una visione limitata della realtà e, quindi, è logico che sia limitata anche la capacità di giudizio; questo va tenuto sempre presente perché anche ciò è normale e rientri nella natura umana.

Immagina una persona che occupa uno spazio vitale, di un cerchio. Consideriamo che questo cerchio sia la conoscenza universale a 360° che un Essere Umano, teoricamente, può acquisire in tutta la sua esistenza. All’interno di questo cerchio ipotizziamo che vi sia un settore rigato; Il settore rigato è ciò che, nella logica delle cose, l’E.U. conosce ad un certo momento della sua vita.

È logico che ogni evento che sta al di fuori del settore rigato per quell’essere umano non esiste in quanto egli non lo conosce per quanto si possa sforzare di credere.

I dati che i turisti avevano acquisito erano stati: E.U. (che non conoscevano) piegato a mò di papera che emetteva quà qua. Il resto dello steccato non si vedeva; gli altri dati ( gli anatroccoli, l’esperimento, lo scienziato ) non entravano nel settore rigato quindi non esistevano; conclusione: era un matto.

GIOVANNI RUSSO

Commento e Riflessioni

Come voi anch’io ho notato l’uso del termine “logico” unitamente a valutazioni scorrette. Bisogna, però, utilizzare molta cautela.

Infatti,

Logico è considerare qualcosa che non si conosce come non esistente.

Non logico è trarre rappresentazioni interpretative dalla mancanza di conoscenza.

Vi assicuro che sono stato e, per certi tratti, ancora lo sono, uno dei maggiori esponenti della teoria dell’interpretazione basata sulla mancanza di conoscenzanon potete immaginare i “danni” che ho combinato a me stesso, ed ai miei rapporti con gli altri.Oggi riesco a fare molta, ma molta, più attenzione nell’accedere all’interpretazione scorretta.

Francesco Chiaia – 30 novembre 2003

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