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Lo specchio… Mi guardo attraverso di esso e intravedo un viso che non riconosco. Percorro, nella profondità, nell’interno del guscio, posto lì per proteggere. Dalle parole che non vengono dette, dalle sensazioni che trasmettono messaggi, dai movimenti che suggeriscono pensieri.

Il colore nei giorni si può cogliere anche in quelli grigi carichi di pioggia.

Scosto solo un po’ e mi affaccio sul mondo, allungo lo sguardo e cerco di penetrare scansando quello che si mette innanzi e oscura.

A volte non è necessario che il tutto sia illuminato per poter essere compreso. Si può anche solo usare il senso che si avvale di mille componenti, sfruttando l’istinto e la percezione, rafforzato da una evidenza che sostiene una plausibile ipotesi e che si lascia trasportare dall’intuito.

Provo a capire riflettendo intensamente, guardo a lungo dentro gli occhi cogliendo e proponendo l’invito. Il primo pensiero che occupa la mia mente irrompe come una illuminazione: indurre la domanda può essere più difficile che dare la risposta!

Scorrono rapidamente le innumerevoli pagine che hanno fatto le mie convinzioni, non in termini di assolute e indiscutibili certezze, al contrario ricerca continua del perché degli eventi in evoluzione e crescita, distribuite in un arco temporale che racchiude una quantità di tempo enorme, se rapportate ad una intera vita.

Ascolto, prestando il massimo interesse, sforzandomi di superare i limiti che mi fanno essere umano e provo a capire cosa ci può essere al di là della trasmissione dell’informazione.

Le domande nascono spontanee e senza timori.

Cosa può esserci dietro un evidente desiderio se non una naturale esigenza fisiologica? Prende vita e cerca di concretizzare un percorso tracciato su di una strada segnata dal piacere della conoscenza e rafforzato dalle ore trascorse alla ricerca della comprensione.

Le mani si muovono con naturalezza quasi a completare i pensieri. Le immagini proiettate sulle pareti, che tanto hanno sentito, si materializzano e danno voce ad una serie interminabile di principi che fanno della scientificità una certezza reale che, però, si avvale del dubbio.

“Healthy skepticism is a good thing”

È impresso fra le cose a cui tengo di più, posizionato là dove posso osservarlo da tutte le angolazioni, pronto a mettere in discussione e a stimolare qualsiasi riflessione.

Sorrido compiaciuta. Sono attratta e affascinata da chi persegue un’idea e la difende, ma non nella rigidità degli schemi che impongono le note accademiche, bensì nella libertà e capacità di cogliere quello che serve per aggiungere un ritaglio ad un incastro che, nella sua interezza, completerà il mosaico della vita.

E mi fermo a pensare e mi chiedo come possa essere nata!

Indietro nel tempo, ma in fondo non tanto lontano.

Nel nucleo più interno batte e pulsa la vitalità che muove gli eventi, le azioni, i pensieri. Ruota secondo un tragitto stabilito, portando con se una dose di energia compatta nel movimento. Nell’istante che scambia con l’infinito, la massima espressione e trasmissione di un qualcosa che non si può vedere, né toccare. Si sente nell’aria, si carica di penombra densa di silenzio.

Nasce…senza chiedere, vibra, emoziona.

Fernanda (29 Marzo 2009)

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