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C’è vergogna da gridare e da liberare nelle strade a mattatoi,

nelle vie dedicate a eroi sconosciuti.

Per gli innocenti dilaniati, per il popolo tutto incarcerato,

per chi non mangia, non lavora, non sorride.

Per chi imbraccia il mitra e non sa dove mirare e sparare,

perché ogni cosa è diventata priva di valore.

C’è vergogna, per chi arretra, per chi avanza,

per chi nei pochi anni di età è spedito al creatore.

Per chi difende, per chi attacca,

per chi condiziona i più giovani,

fino a renderli meno liberi di quanto è dato immaginare.

C’è vergogna per ogni tortura, persino per i silenzi,

per le sviste, per chi lo ritiene giusto ma non lo dice.

C’è vergogna nella scelta di stare da una parte o dall’altra,

dalla parte di chi ha pagato il dazio più grande alla storia,

dalla parte di chi anela un po’ di giustizia,

uno spicchio di terra inzuppata di sangue.

C’è vergogna, tanta vergogna per il potere che non è servizio

né umana condivisione.

Per il mondo che si scandalizza,

ma rimane avvinto al proprio sepolcro imbiancato.

C’è vergogna da vendere, allorché Gesù è il mezzo e non il fine,

un abito dismesso più volte.

Infine sia Pasqua per ciascuno che conquista la propria dignità,

per ognuno che ne riconquista la memoria.

Auguri che certamente non salveranno alcuno dal proprio destino,

su quella croce l’Unico capace di questa salvezza,

però possiamo tentare di essere di aiuto,

possedendo coerenza e generosità sufficienti per stendere la mano,

e stringere quella dell’altro in difficoltà,

per sradicarlo dal baratro in cui è caduto,

per riportarlo tra noi,

insieme,

persone finalmente migliori.

Vincenzo Andraous

CdG

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