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È qui che non capisco!


 

Pensieri degli anni difficili


 

Si intravede alla finestra. Il raggio che penetra, invitando e conducendo verso nuovi posti e orizzonti. Là, dove la fantasia può incontrare la libertà nell’espressione, senza regole né obblighi.

Provo a trasferire nelle forme il disegno che popola la mia mente in questi giorni. Tenui le tonalità dei colori su uno sfondo intenso ma innaturale. Non era proprio questo ciò che avrei voluto.

La paura di arrivare troppo tardi!

Corro, lasciando una porta chiusa alle mie spalle, sbarrando ogni ingresso, le cose inalterate ad aspettarmi. Un senso di sicurezza mi pervade. Su me stessa, solo su me stessa.

Nel tragitto, complicato dall’avversità dell’ambiente, ripenso sorridendo alla scelta che mi ha sostenuto in questa giornata. Da ricordare perché lo merita. Finalmente libera da condizionamenti, decido di prendere la via più semplice, anzi, forse la più naturale, quella che si incontra bene con i miei desideri.

Pur cercando la luce calda che avvolge, spesso il mio stato d’animo si veste di toni di grigio, che non incupiscono però. Solo un po’ di tristezza…, in fondo mi ha accompagnato per gran parte della settimana, forse preludio a qualcosa che era nell’aria. Già, nell’aria.

La paura della certezza della percezione! Non posso combatterla, la accetto per come viene, posso solo, con l’andare del tempo, provare ad imparare a prenderne il suggerimento migliore.

Non si finisce mai di imparare.

Riesco, facendomi un po’ del male però, ad introdurmi con la mia esigenza, che forse non è proprio una richiesta ma un desiderio. Sono contenta di me stessa, questa sera.

Incomincia una lotta fra le parole. Ma, fra l’una e l’altra, senza potere fare qualcosa per impedire che avvenga, mi allontano con la mente in un’altra dimensione. Sono qui, ma è come se non ci fossi. Proiettata in una realtà che conosco bene e che mi tormenta. Mi sento punta dalle mille spine delle difficoltà, portando alla memoria un’angoscia che mi affligge da tempo indefinito.

Pur amando il sole.

Provo a mettere via tutto quello che ho dentro. Quello che mi appartiene, che mi dà gioia e tristezza, allegria e malinconia, la voglia di volare via e quella di restare. Ma qual è la differenza quella vera? Non posso pensare che il tutto sia così prestabilito e collegato, anche se finalizzato al raggiungimento di un giusto obiettivo. Se così fosse, sarebbe fuori da ogni legge di Natura. Quelle che regolano i sentimenti e le emozioni, che vestono e sospingono gli esseri umani. Tutti, senza esclusioni.

L’aria gelida di questa insolita stagione mi tende lo stesso la sua mano. Indosso gli abiti della libertà e attraverso le immagini che da poco dipingono lo squallore dell’ambiente, immagino di trovarmi sulla riva di un mare che si muove di sola tranquillità. Dove ci si può esprimere senza dover fare i conti con la ragione, dove non è necessario soppesare ogni gesto per voler capire l’origine di ogni disagio.

È qui che non capisco!

Come si può lavorare a lungo, intensamente e con enorme difficoltà per liberare l’onda dell’espressione, quella vera, bloccata dai massi dei dolori dell’esistenza e poi sollevare all’improvviso una mano nel tentativo di arginare!

Vorrei poter riagganciare un dialogo perduto fra le righe. Vorrei poter riascoltare trasmettendo il mio desiderio di voler comprendere, trasferendo il mio calore.

…quello che mi appartiene, che mi dà gioia e tristezza, allegria e malinconia, la voglia di volare via e quella di restare …

 

Fernanda (13 Marzo 2010)

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