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“Salve avvocato, ho ricevuto diverse cartelle esattoriali da Equitalia negli ultimi anni. Vorrei sapere se corro il rischio di pignoramento della casa in cui abito. Grazie G. T.”

Attualmente, l’art. 76 alla lettera g) del D.P.R 602/1973 come modificato dal D.L. 69/2013 dispone:

“Ferma la facoltà di intervento ai sensi dell’articolo 499 del codice di procedura civile, l’agente della riscossione:
a) non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso aventi le caratteristiche individuate dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, e comunque dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9, è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente;
b) nei casi diversi di cui alla lettera a), può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera centoventimila euro. L’espropriazione può essere avviata se è stata iscritta l’ipoteca di cui all’articolo 77 e sono decorsi almeno sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia estinto.”.

Pertanto, Equitalia non potrà procedere all’espropriazione immobiliare se l’immobile è l’unico di proprietà del debitore a condizione che sia adibito ad uso abitativo, che sia la residenza anagrafica del debitore e non si tratti di abitazioni di lusso o di fabbricati delle categorie catastali A/8 e A/9.

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