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Una pausa, a ritornare…


 

Pensieri degli anni difficili

Congiungersi con la parte più intima di se stessi, stabilire il legame facendo in modo che sia indissolubile e vagare lasciandosi trasportare dal piacere di apprezzare.

Esistono alcune persone con le quali si crea un affetto immediato, non dettato dalla conoscenza, ma sostenuto solo dalla percezione. È sempre più difficile lasciarsi andare a questo tipo di sensazione, perché la diffidenza sempre più spesso fà da padrone sui nostri sentimenti, alimentando la sfiducia e spesso creando delle rigidità che, a lungo andare, rendono le persone poco inclini allo scorrere naturale dei più bei rapporti umani.

È giunta l’ora di cambiare le posizioni!

Ricordo a me stessa la mia insofferenza verso qualsiasi abitudine o gesto rituale e decido istantaneamente di provare a “sentire” da un altro punto di vista.

Le prime impressioni?

Non lo so, non mi sono ancora chiare. Le ripercorro con la mente sforzando la memoria, cercando di scremare e prendendo solo quello che mi fa sentire ciò che realmente sono… Senza nulla intorno che possa interferire.

Ma, come tutte le cose che richiedono un coinvolgimento attivo, anche questo ha un leggero prezzo da pagare, per cui pur avendo la possibilità di sfruttare un’altra angolazione, usufruendo quindi di una intensità di luce diversa, sento comunque di perdere qualcosa.

E qui, come dice un mio vecchio e caro amico…, è necessario fare una stima dei costi e benefici. Mi viene veramente difficile però pensare che i rapporti fra le persone possano essere ridotte a questo schema così freddo e rigido. Perché è di interazioni umane che stiamo parlando, quindi in gioco ci sono dei caldi e vivi sentimenti, che non possono contrarsi solo ad una regola stabilita da un semplice calcolo matematico.

In totale armonia con se stessi!

È una sensazione difficile da provare, ma… quando avviene risuonano in testa le più delicate note che fanno la colonna sonora al tuo film preferito. Quello che non ti stancheresti mai di guardare, quello di cui non si imparano a memoria le battute, perché i colpi di scena sono imprevedibili e irripetibili, gli attori hanno il volto a te più familiare e le ambientazioni sono quelle ai confini del mondo. Quelli dell’ultima volta.

Mi fermo un momento a ricordare il tempo che è passato, il sorriso nasce e parte spontaneo, è un misto di soddisfazione che innalza e gratifica la sfera più importante della mia personalità. Ne sono orgogliosa e provo il desiderio irrefrenabile di urlarlo al mondo intero.

E ancora una volta mi convinco sempre più che la via giusta è quella della propria percezione, accogliere il suggerimento che nasce dagli affetti, ma seguire sempre e solo il proprio istinto.

La curiosità alimenta la diversità, il voler comprendere il meccanismo che regola dà la spinta al passo successivo. Non è indispensabile dover arrivare a qualcosa, è già tanto possedere il gusto del porsi continuamente la domanda.

Un’acqua limpida e cristallina mi abbraccia e avvolge ogni mio movimento, il silenzio si trova fra i rumori dell’estate, entro nella profondità dei miei pensieri e tocco ciò che più è in accordo con i tormenti della vita. Sorrido e vado avanti, mi guardo senza alcuna rassegnazione.

Scopro un libro mai letto, lo sfoglio fra le pagine di righe, di parole. Fra le mani è un qualcosa senza tempo, intenso il profumo che lo ha inciso, intrigante il piacere di avere qualcosa che nessuno mai prima ha posseduto.

Una pausa, a ritornare…

Incrocio i miei stessi occhi e non freno lo stupore. Ho incontrato. Vivo così dentro di me che spesso mi sfuggono i contorni, ma non i richiami, le essenze della vita, le dolcezze dei momenti, quando tendere una mano risolleva dai pensieri.

Le luci si spengono fin quasi ad oscurare. Rimane un barlume ad ogni angolo. Accende, alimenta la speranza…

Fernanda – 29 giugno 2008

 

 

 

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