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Tendo l’orecchio e presto ascolto. Sembra una voce che tanto ha da dire, senza timori né titubanze, come dovrebbe essere fra gli esseri umani, senza paure di ferire.

Quando i sentimenti sono puri.

La purezza. Un concetto che molto si avvicina alla spontaneità.

Torno indietro nel tempo e ricordo con affetto il momento in cui la consapevolezza della penna svelò il suo segreto. La conoscenza consente una vita migliore. Le false notizie inquinano creando una serie infinita di problemi.

Tutto dentro.

Il silenzio del primo pomeriggio accarezzato da un debole fruscio. A non disturbare, semmai, armonicamente, a solleticare un incontro. Decido che è arrivato il momento di uscire allo scoperto: con me stessa, senza più dubbi né paure ma solo assecondando il desiderio.

Sarà l’avanzare della bella stagione, finalmente.

Vento.

Questa vita. La ripasso ma senza volerne cercare il significato. I ricordi fanno un bagaglio inesauribile che sostiene senza forzare. Sarà stata veloce la corsa finora oppure c’è ancora tanto da allenare?

Quest’oggi non è un debole fruscio. È costante e intenso, una musica alle orecchie che si fa sentire senza chiedere permesso, fino a disturbare ogni pensiero.

Aggiungo le parole e compongo una melodia, che messe insieme sulle tante righe di un quaderno definiscono qualcosa di più.

Il vento accarezza i tenui steli appena spuntati, una danza armonica li accompagna nel loro ondulare. Il vento si materializza fra di loro e assume un’altra forma.

Sulle cose che non si possono vedere.

Rileggo appoggiandomi al passato, sorridendo nel trovare ancora una volta la certezza dell’aver trasmesso ciò che realmente sono e vado avanti.

Senza rimpianti.

Senza rimpianti?

La cima verde quasi innaturalmente viene ad essere scossa ma con dolcezza, a sussurrare urlando la sua presenza. Mi raggiunge fin dentro la parte più profonda dell’anima e lì ancora una volta trovo il sorriso.

Tiriamo i giorni a fatica, camminando. Mi volto indietro e sembra sia passata una eternità, ma così non è.

Abbasso lo sguardo, chiudo gli occhi e cerco la leggerezza.

Con le dita sfioro ogni angolo, mi soffermo col pensiero e provo a sentire quello che torna.

Grande il momento in cui il vento solleva, innalza un vortice deciso e prende il volo.

Un movimento di aria, la forza nella velocità, in un miscuglio di colori.

Lascia il posto ad un soffio di aria insolitamente fredda, che, a dispetto della realtà della stagione, diventa un disegno di speranza. Alla fine tutto ritorna e trova una nuova collocazione.

Il pensiero a tanti affetti, tutti insieme, nello stesso istante.

Una voce calda, un tono deciso e costante.

Un po’ di equilibrio perduto in un mare apparentemente calmo. Eppure i segnali sono tanti, chiari ora come non mai. Mai più nessun segreto, nessuna paura nel guardarsi allo specchio, al proprio specchio e provare la verità.

Fernanda

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