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” Ajoutez deux lettres à Paris: c’est le Paradis!”. Queste sono le semplici parole con cui Jules Renard descrive Parigi, una città su cui, nel corso dei secoli, sono stati versati fiumi d’inchiostro ma che può essere inquadrata anche in un semplice pensiero capace, però, di contenere un mondo. E’ questo il senso della frase “Aggiungete due lettere a Paris: diventa Paradis!”; Renard, infatti, racchiude l’essenza del popolo francese, concreto e fattivo, capace di non perdersi in inutili giri di parole ma di andare direttamente al sodo. E’ questo il modo con il quale in Francia si affronta la vita, con cui si superano i secoli, con cui si vive la concretezza del quotidiano! Ho avuto modo di riscontrarlo in una recente visita nella capitale francese, aggiungendo così un’altra esperienza al mio lungo peregrinare in giro per il mondo, ho avuto modo di constatare, ancora una volta, che, fuori dall’Italia c’è serietà, c’è tolleranza, c’è civiltà: insomma, senza girarci troppo intorno, fuori dall’Italia c’è l’Europa! C’ero già stato a Parigi, ci sono tornato a Parigi e ho avuto modo di respirare, ancora una volta, la sua aria fatta di secoli, fatta di storia ma anche di voglia di fare, voglia di guardare avanti adeguandosi ad un futuro che incalza senza però dimenticare il passato su cui il popolo di Francia ha fondato le sue inossidabili tradizioni di civiltà. A proposito di aria, sono rimasto colpito dall’attenzione dei Parigini verso la salubrità di questo elemento, monitorato in continuazione e, fatto strano per una città- fulcro della maggiore area… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



…metropolitana d’Europa come viene definita dalla giornalista Silvie Coyaud, soprattutto pulita! Infatti, passeggiando per gli Champs-Elyseè, in pieno centro, nell’ora di punta la qualità dell’aria è ineccepibile, il pensiero, allora, non può che volare alla realtà delle nostre grandi città d’Italia (ma anche di molti piccoli centri…) dove il problema dell’inquinamento è archiviato come “drammaticamente irrisolvibile”.

A questo punto non posso non domandarmi e domandare ai nostri “saggi” amministratori: si potrebbe vivere senza l’incubo incalzante dell’inquinamento se solo si prendessero i provvedimenti giusti?

Comunque, è assodato che a Parigi si può passeggiare, si può camminare gustando con i cinque sensi le meraviglie da cui si è circondati, senza l’incubo costante di dover evitare il labirinto di escrementi di animali distribuiti equamente sui marciapiedi come accade dalle nostre parti, senza distinzione di provincia o Regione…

Consisterà forse in questo, l’Unità d’Italia?

Forse si. Per concludere, sono rimasto colpito anche da quanto accaduto in un locale di Montmatre, bellissimo quartiere di Parigi, dove due francesi discutevano animatamente sulla decisione assunta dal Governo italiano di vietare ai minori di quattordici anni la visione di un film per colpa di alcune scene giudicate troppo violente; la discussione si è conclusa con la giusta osservazione che allora si dovrebbero vietare anche le dirette dal Parlamento Italiano perché lo spettacolo offerto nel corso delle sedute non è proprio edificante!

La sera, in albergo, su una canale della tv francese mi è capitato di assistere ad un programma di politica, svolto in diretta: ho avuto il privilegio di godere dell’ennesimo esempio di civiltà dove educazione, cultura e rispetto dell’altro interlocutore la facevano da padroni: è inutile dire che quanto succede in Italia è proprio un’altra cosa….

L’Europa è un’altra cosa…l’Italia, purtroppo, è un’altra cosa ancora!

 

Mariano Marchese (Avvocato, Counselor) – Presidente Assocultura Cosenza (16.01.2007)

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