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Poi, si vedrà.
Pensieri degli anni difficiliVelata o trasparente? Come viene, non voglio controllare né modificare la velocità del pensiero che scende ad articolare una frase scritta, a trasdurre uno stato d’animo in parole. La trasduzione del segnale. È tutto lì, il segreto della vita, è tutto nella perfetta organizzazione del meccanismo biologico.Sorrido, pensando al momento della scelta, a quell’istante in cui, sai bene che stai scrivendo l’introduzione più importante alla storia della tua vita e non puoi né vuoi fare nulla per “controllare”.Fantastico.Aspettando.Ogni mattino al risveglio cerco la pace con tutto l’affetto che provo e che mi circonda. È un modo per cominciare in armonia, tanto dipenderà da questo momento: da quello che tornerà indietro da questa indiretta domanda.Come l’ho sempre immaginato?Rileggo più volte di una giornata di un po’ di anni fa. Ritrovo nelle righe la difficoltà del momento, la solidità nelle sicurezze delle mie cose, la fresca aria complice.Era tutto più semplice? Scrivere senza bloccare la mano e il pensiero, condividere e aspettare.Quanto tempo è passato? Perché queste fitte di nostalgia frammiste ad un desiderio di rinnovamento?Spesso il pensiero è lì.”Un sogno inespresso”. Si canta in un bellissimo brano, mi riporta ai primi freddi, preludio all’inverno delle verità.La fiducia. Proporzionale all’affetto che si prova.Sorrido pensando a quanto tempo è richiesto, anche quando la disponibilità all’altro è tanta, ma quando è il tuo dolore che devi condividere il tutto diventa più complicato.Ti do il mio dolore. Non è uno svuotamento finalizzato ad alleggerire il proprio animo, ma un aprire la porta della propria interiorità, anzi una di quelle che, chiusa da molto tempo, diventa uno dei limiti invalicabili della tua persona.Parole scritte e sussurrate. Trovano spazio nelle righe delle pagine della vita.Uno spazio piccolo ma denso. Questo pomeriggio doloroso di inizio primavera si riempie di emozioni condite da poche lacrime tirate a fatica che, accompagnate dalla rapidità degli sguardi complici, si materializzano nella grandiosità dell’affetto che si prova. Enorme. Sempre così, l’ho scritto varie volte, non posso averlo provato e imparato solo ora. Sempre così.Alla fine.Alla fine di una giornata piena di vento, la mani affondate nelle tasche a cercare un briciolo di sicurezza.Ancora una volta al punto di partenza, ma con molto di più.”La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”. (Jovanotti)
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