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In risposta a “Un uomo in vendita…”



Caro Vincenzo, ho letto l’ultimo editoriale che mi hai inviato (“La responsabilità del fallimento”) e l’ho trovato interessante, al punto tale da scrivere qualcosa “in tema” e poi integrarla. E’ nato, così un uomo in vendita, un racconto a quattro mani che analizza un po’ la personalità di entrambi (la tua e la mia). Ho scelto questa definizione, per motivi molto diversi da quelli che, un simile titolo, lascerebbe intendere. Mi auguro che sia di tuo gradimento.

Giorgio Marchese

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Caro Giorgio ciao,



innanzitutto un cordiale saluto unitamente a tutti gli amici di Lastradaweb.


Spero che la vita riservi sempre un sorriso dalle vostre parti, come del resto anche qui, nonostante le salite siano poste in posizione di fatica.

Ma la vita è bella anche per questo.

Ho letto con interesse e particolare attenzione il tuo pezzo, non ti ho risposto prima, certamente non perché il titolo non avesse scosso le mie corde sotto pelle: tutt’altro, Piuttosto, sono stato assalito da una serie di circostanze difficili, che mi hanno coinvolto anche sul piano personale:

Insomma non ci facciamo mancare nulla!

Tento di fare fronte a questo cielo obliquo con tanta pazienza e forza, comunque: avanti sempre.

Ho condiviso pienamente il pezzo a quattro mani che hai messo giù, sono felice che tu costruisca questa opportunità di ulteriore riflessione, infatti dagli uomini saggi come te si impara a vivere, a fare del presente un pezzo di futuro più consono. Le tue parole sono come le radici piantate profonde: così l’albero non teme vento né tempesta.

Non è poco.

Un uomo in vendita. Siamo in vendita, noi? Troppo semplice indossare la casacca dei giusti, in Israele ci sono, sono davvero pochi, quando tanti sono stati i complici e i corresponsabili.



Hai proprio ragione, lo siamo ogni volta che sbattiamo la testa, che ritorniamo a sbatterla, con la delusione nel cuore, con le viscere scarnificate dalle umiliazioni, dalle rese che fanno male ben di più delle sconfitte.


Ogni volta che il muro di gomma ci obbliga a un altro rimbalzo, che il potere cortese e falsificante rimanda alla strada diventata nel frattempo sconosciuta, persino quando il balzo è intrapreso, alle spalle come un corvo c’è il rifiuto, il rigetto, il tempo che non finisce e ti mette alle strette, accompagnandoti fuori dai ranghi illusoriamente conquistati, fuori dalle assi di coordinamento sociale sbalestrate al punto da intenderle come linee architettoniche inarrivabili.

In vendita?

Per un principio, per un valore, per la pietà che non ha coraggio da vendere ma, solamente, da offrire; pietà che non è mai miserabile o miserevole… è pietà che pesa come un macigno e offre alla gamba di spinta un lungo e lento viaggio di ritorno, per chi non ha voce, per chi non ha più tempo, per chi non ha amore, ma forse un barlume di dignità, persino quando la vicinanza è imbarazzante, ti sfuggono, concedendosi

…a quelli che si ritengono giudici ultimi, più ancora della condanna dei giudizi espressi senza conoscere o sapere veramente chi vive e chi muore, chi vince e chi perde, chi cammina con le ginocchia consumate, quanti non ce la fanno più neppure a arrabbiarsi, figuriamoci mantenere viva la speranza.


In vendita?

Per una speranza, per una necessità, per una fede obbligante, per stare addosso ai pregiudizi e alle panzane dei Mary per sempre , che non sono riscontri oggettivi, ma una comodità intellettuale dei tanti che sparano alle spalle dei propri figli, rispetto all’onore della fatica dei pochi che non hanno bisogno di recarsi al mercato delle bugie per comprare un altro po’ di quella speranza dietro ogni croce, ogni fossa scavata malamente, ogni fallimento del cuore e non del portafoglio.


In vendita?

Hai detto bene tu, Giorgio, perché lo siamo! Non solo condivido la forma, ma partecipo pienamente ai contenuti che fanno di noi due, dinosauri in estinzione con un ginocchio già a terra: “una relazione-vicinanza” che lascia orme buone… e forse non saranno quelle del famoso Orso, ma almeno, sono certo, fanno un po’ di aiuto.


Ti ringrazio per il tuo affetto e la tua amicizia che sento intorno.



Con sentimenti di fraternità e gratitudine



 

Vincenzo Androus Counselor, Tutor Comunità “Casa del Giovane” Pavia


 

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