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Cosa succederà domani?


Pensieri degli anni difficili.

E’ quasi una settimana che penso e rifletto, e penso e rifletto. E potrei farlo ancora a lungo. Guardo bene dentro e mi dico la verità.

Mi accompagna quest’oggi in ogni posto vado, lo sento nel pieno del suo odore, come quando lo provai per la prima volta. Ne ho quasi nostalgia, pur essendo legato ad un momento non proprio felice della mia vita.

È vero, è difficile incontrarsi per strada evitando di guardarsi dentro gli occhi.

Ne avevamo bisogno tanto e in tanti. Certe cose non avvengono a caso, siamo noi che facciamo in modo che accadano.

Parlo, liberamente e senza porre troppi filtri. Dolcemente mi lascio andare, percepisco l’espressione del mio viso senza condizionarla e la trasmetto come fosse un regalo, una delle cose più belle che mi appartengono e che voglio donare.

Pericoloso. Un momento pericoloso, invaso dalla sintonia delle parole che si incastrano come appartenessero alla stessa bocca. Lentamente questa corrispondenza virtuale fatta di virgole fra i pensieri, si trasforma in desiderio. E, anche questa volta, pur non dimenticando l’imprevedibilità, a me appare quello che verrà.

Lo dico, guardandoti questa volta nella profondità del tuo sguardo.

Voglio che accada come quando l’innocenza dei miei anni mi lasciava libera di muovermi senza troppo pensare al contorno. Voglio vibrare ad ogni fruscio di aria che, fra noi, invita ad incontrarci. Voglio “sbandare” nella curva più spigolosa che mi condurrà in quel bel prato di verde, costellato dall’aria fresca dell’estate che ho desiderato fin da quando l’ho accarezzato coi tuoi occhi.

Una poesia. Che peccato non poterla condividere!

Magari la leggerò, fra le cose che sono più mie, a voce alta. Preludio ad un istante che seguirà un’altra fase della vita, che proprio non si poteva evitare.

E mi innamoro. In un contesto non di rigidità, ma inconsapevolezza. Dove, senza saperlo, vivono i sentimenti un po’ soffocati ma in ebollizione.

E ti innamori. Lo percepisco con tutti i sensi insieme: attraverso il movimento delle tue mani, nell’espressione sorpresa e talvolta disarmata del tuo viso, quando sfugge un sorriso mentre pensi a come potrebbe essere, quando cerchi di raggiungermi nella mia disperata sensazione di solitudine che proprio non riesco a scrollare.

Quante cose che vivono all’interno!

Sopraggiunge il desiderio, non riesco a frenarlo, mi pervade portando all’estremo una gradevole sensazione che vuole lasciarsi attraversare.

Mi ritrovo aggrappata ad un pensiero che mi guida lontano dalla realtà, ma nonostante ciò, mi sento a casa più che mai, come non mai. Senza nessuna voglia di incontrare altri occhi, se non i tuoi.

Cosa può esserci di più forte di un sentimento che nasce nella consapevolezza, nutrito dagli stati d’animo che difficilmente vengono fuori?

Proietto il mio sguardo sul foglio che segue. Bianco. Ma… già lo immagino dipinto dalle parole delle sensazioni che esploderanno, dalla sete dei sensi che si appagherà, dai respiri che accompagneranno i sussulti nella danza sensuale dell’amore.

Cosa succederà domani?

Provo a non dare risposta a questa pungente domanda.

Ci fermiamo ad ascoltare i nostri passi, dopo ore ed ore di parole che hanno riempito un vuoto pesante.

Una giornata di calore, preludio ad una serie di momenti che saranno piacevolmente tormentati dalla dolcezza dei pensieri, dall’ansia del contatto, dalla voglia di riempire ogni angolo che, un po’, si è inaridito.

Incontro, la tua mano.

Fernanda

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