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Possiamo essere tutti armoniosi?


 


Manuale di sopravvivenza allo studio

Questa volta accolgo gli studenti nel laboratorio di scienze che, quando non viene utilizzato per fare esperimenti, è adibito a laboratorio audiovisivo. Ad accogliere i ragazzi c’è Freddy, un bell’esemplare di “scheletro di plastica”, che indossa un allegro cappellino dei Lakers.

Alle mie spalle è proiettata la seguente frase:

Dovunque esiste allenamento corretto, continuo e costante, si determinano risultati concreti che, ai più, sembrano incredibili ma che possono essere realizzabili ed armoniosi” (Giovanni Russo)

Fatti accomodare sulle scomode sedie, inzio a proferire, raccontando una storia…una storia vera.

Derice Bannock era un atleta giamaicano dei 100 metri piani. Si allenò costantemente per le selezioni nazionali degli atleti che avrebbero partecipato alle Olimpiadi. Durante la gara però un ragazzo inciampò, causando la caduta di Derice.

Dopo aver chiesto inutilmente di ripetere la gara, Derice vide una vecchia foto del padre con un signore, un tale Irving Blitzer, ex bobbista americano, medaglia d’oro olimpica nel bob a 4, a cui erano state ritirate alcune medaglie a causa di un imbroglio.

Derice partì alla ricerca del sig. Blitzer per convincerlo a formare la prima squadra giamaicana di bob, in modo tale che avrebbe avuto una seconda opportunità per partecipare alle Olimpiadi.

Dopo alcune titubanze iniziali il sig. Blitzer accettò. I due, insieme a Sanka Coffee, amico di Derice e campione di go-kart a spinta, selezionarono gli altri 2 componenti del team: Yul Brenner e Junior Bevil.

I 4 iniziarono i duri allenamenti……

Dopo tanto impegno, i 4 ragazzi provenienti da un’isola delle Antille, dove il clima è tropicale e non certamente alpino, riuscirono a qualificarsi per le Olimpiadi invernali di Calgary.

I ragazzi partirono malissimo, a causa della troppa tensione, dovuta anche alla voglia di essere accettati da tutto il mondo, in una competizione assolutamente irrealizzabile per loro.

Nella seconda prova, liberati dallo stress, il team si classificò all’ottavo posto, guadagnandosi l’ammirazione di tutti.

Ma, nella gara successiva, a causa di un difetto meccanico del bob, i ragazzi ebbero un bruttissimo incidente, e furono costretti a fermarsi nelle vicinanze del traguardo. Essi, però, non si persero d’animo, e preso in spalla il bob, giunsero al traguardo, sotto gli applausi del pubblico, commosso da tanta dignità.


Questa storia, cosa ci insegna?

Se consideriamo esclusivamente le capacità fisiche di ogni essere umano, possiamo affermare che, in ogni epoca storica, da ‘Ercole’ in poi, si sono distinti esseri umani dai muscoli sviluppati, dalle forme statuarie, capaci di imprese atletiche fuori dalla norma. Non ci risulta che costoro fossero dotati di tre gambe, due cuori e sei polmoni…..ovvero il “pacchetto base” da un punto di vista fisico non era differente rispetto a quello dei comuni mortali. E allora lo sviluppo delle potenzialità fisiche da cosa è determinato? Dalla perseveranza e dall’allenamento.

La perseveranza e l’allenamento giocano un ruolo fondamentale non solo nello sviluppo delle potenzialità fisiche ma anche di quelle psichiche. Ecco come si diventa scienziato, ricercatore, inventore, musicista.

Come diceva Dominique Glocheux: “Perservera se pensi di essere sulla giusta strada. Non bloccarti, insisti!”

E se si cade?

Capita. Giorni di quelli che vorresti non avere mai,

senza nulla da scrivere sul tuo personale libro di bordo, a galleggiare su inutili dubbi.

Giorni, che “io non ci sto!”.

Notti buie a scandire questo tempo, maledetto e senza storia.

E poi, finalmente, accorgerti di avere ragione,

felice di ciò che sei e, solo a quel punto, disponibile all’intesa,

senza museruola alle ambizioni.

Capita anche di smarrirti,

fino a rischiare di non amarti più.

Con la stanchezza lì, a suggerirti di staccare la spina.

Ma io non muoio dietro un tramonto:

ho altri giorni in tasca, per provare a perdermi

… e poi ritrovarmi.” (Giorgio Marchese)

 

Giovanna Conforti

Un grazie di cuore:

  • Al Dr. Giovanni Russo, per le sue ricerche. Molto ci si è ispirati e “approfonditi”, nella stesura di questo lavoro;
  • Al Dr. Giorgio Marchese, per i suoi insegnamenti quotidiani;
  • Al “piccolo uffologo”, per aver avuto il coraggio di rialzarsi dopo esser caduto.

 

 

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