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Non è mai troppo tardi.


Pensieri degli anni difficili.

Si, è vero! Questa sera manca qualcosa. Qualcosa che non può non esserci fra le tante che la vita ci riserva. La devo e la voglio esprimere così come viene. È da tanto che non lo faccio.

Travolta da una infinita serie di sollecitazioni che mi obbligano ad usare la parte migliore della progettualità, costretta da tanto e finalmente ora, libera di esprimersi.

Però… questa sera mi manca qualcosa. Lo sento più delle altre. Non lo so perchè, forse ho solleticato quello che sopiva.

Torno a casa, frastornata dalla giornata trascorsa. Distrattamente mangio, ma prima, nell’attesa, fra uno sguardo al cielo terso e limpido che si prepara ad accogliere la notte, indosso la mia musica preferita e mi vesto di emozioni.

Dove sono arrivata? Da dove sono partita? Cosa sto cercando?

Dolci melodie intonano un canto che vuole tradurre in musica e parole i versi di uno dei sentimenti più nobili.

Mi guardo indietro e…sfondo una porta già aperta.

Lo riconosco dall’odore, dal tremito della voce, dallo sguardo che non si cattura. Come la luce…

Mi fermo. Sorrido su me stessa, non posso ritornarci troppe volte, finirei per ritrovarmi all’interno di un percorso circolare che delineerebbe un gioco ossessivo. Non è questo quello che voglio tirare fuori questa sera.

Stanca. Ma di cosa?

Mi inebrio nutrendomi di momenti già vissuti, con uno sguardo aperto al futuro e sicuro di esserci.

I momenti già vissuti. Dopo ore ore di parole senza occhi che si osservano, ci ritroviamo mano nella mano un po’ imbarazzati, eccitati di scoprirsi per donarsi. E… mi dono.

Sarà vero che solo raccontarlo può fare innamorare? Donarsi.

Sento che torna indietro la fresca magia che accompagna quei momenti in cui nasce. Può sfuggire se non sei troppo attento, ma se ti guardi intorno nel durante, è veramente impossibile non accorgersi che stai “sentendo” con i sensi.

Nasce, vola, torna indietro talvolta, ma se si incrina è veramente difficile possa essere ricucito, è impossibile ricamare intorno per farlo ritornare svelato pieno, denso della sua delicatezza.

Tante le sfaccettature che lo accompagnano. E può essere di sola voglia di dare, quando ormai ha già preso la strada.

La cura. Mi contraddico in due parole. Non può essere nutrito nei ritagli di tempo, ma può bastare anche una sola volta.

Il calore. Dallo sguardo, da come, in naturalezza, i miei occhi si posano, senza imbarazzi, su quello che ancora una volta si sente.

Il mistero della vita. È tutto lì, immenso nella condivisione degli istanti, degli odori che si mescolano nella pelle, nel fremito che sfiora i corpi.

Vicini. La voglia di comprendersi anche quando nulla intorno è dalla nostra. Ci rende complici nel percorso della vita, che si trasforma, per magia, in un viaggio da gustare in volo. Non esiste un’età prestabilita, una regola che ne definisce le condizioni, sarebbe come voler costringere una splendida emozione all’interno di un percorso razionale, che non vuole sbandare, che non vuole confondersi.

Cerco il silenzio all’interno della penombra che mi circonda e mi connetto con la parte più profonda dei miei sentimenti. Rimango per un istante senza respiro: sono piena, trabocca in ogni ansa della mia anima. Quello che è stato è ancora lì e contento di esserci, di essersi liberato del rancore e quello che sarà…è pronto a spiccare il volo sulle onde dei desideri. Forte delle sue paure.

Fernanda

30 giugno 2011 ore 22.30

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