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Tecnica Optogenetica.


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I disturbi d’ansia rappresentano una causa debilitante grave in varie malattie, contribuiscono alla depressione maggiore e alla dipendenza da sostanze d’abuso ed hanno una frequenza particolarmente elevata nella popolazione. L’amigdala rappresenta quella regione del cervello fondamentale per il processamento delle emozioni e svolge un ruolo importante nell’ansietà. I meccanismi neurali di controllo dell’ansia sono comunque poco conosciuti.

Il lavoro recentissimo condotto sui topi e pubblicato su una prestigiosa rivista (Amygdala circuitry mediating reversible and bidirectional control of anxiety. Kay M. Tye, Rohit Prakash, Sung-Yon Kim, et al. Nature. Published online 09 March 2011) identifica un circuito neuronale, all’interno dell’amigdala, associato a comportamenti relazionati all’ansietà, mediante l’uso di una tecnica denominata optogenetica.

Utilizzando tale tecnica è possibile rendere fotosensibili le cellule neuronali, attivabili quindi mediante fasci di luce di una data lunghezza d’onda, in modo da indurre potenziali d’azione di frequenza specifica. In tal modo si possono controllare interi circuiti neuronali e le loro connessioni.


In questo studio è stato osservato che stimolando optogeneticamente i terminali basolaterali dell’amigdala nel nucleo centrale dell’amigdala stessa, si produceva un acuto effetto reversibile ansiolitico.

Al contrario, l’inibizione optogenetica selettiva delle stesse proiezioni incrementava i comportamenti relazionati all’ansia.

È chiaro quindi che l’aver definito un particolare circuito cerebrale connesso all’insorgenza degli stimoli ansiosi, attraverso il meccanismo di stimolazione/inibizione di una regione dell’amigdala, permetterà di definire meglio nuove classi di farmaci, ossia nuove e più efficaci terapie con meno effetti collaterali.


Ferdinanda Annesi – Biologa C.N.R.

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