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Andiamo alla fonte…e troveremo la “verità”!


L’acqua dei fiumi proviene dalle sorgenti dove l’acqua piovana, penetrata nel terreno, fuoriesce in superficie, oppure dallo scioglimento dei ghiacciai, o dalla pioggia.

Il fiume di solito nasce in montagna, corre veloce nel primo tratto a causa della forte pendenza, rallenta in pianura e procede per ampie curve dette meandri. L’alveo o letto del fiume, viene continuamente modellato dal fiume stesso, che erode il terreno in alcuni punti e deposita i detriti in altri, disegnando così nuove curve. Durante il suo corso, riceve acqua da altri fiumi più piccoli detti affluenti.

La portata d’acqua di un fiume non è sempre uguale: aumenta quando piove e quando si scioglie la neve in primavera, diminuisce in estate per il caldo che talvolta prosciuga completamente alcuni fiumi.

L’acqua del fiume non è salata perchè la quantità di sali assimilati dalle rocce sulle quali scorre, è così ridotta che non si avverte. Invece, quando l’acqua del fiume si butta nel mare, evapora liberando quella piccola quantità di sali che possedeva. Nel tempo si è creata una tale quantità di sali minerali, da rendere il mare salato.

Il viaggio del fiume termina alla foce riversandosi nel mare. La foce di un fiume può essere ad estuario o a delta. Quando la corrente del mare è forte per cui risale il fiume e ne allarga progressivamente la foce, formando sulla terraferma una profonda insenatura a forma di imbuto, si ha la foce ad estuario. Invece, se la corrente del mare è debole, il fiume deposita il materiale raccolto lungo il suo cammino sulla costa e si formano tanta lingue di terra che lo dividono in rami disposti a ventaglio. In questo caso la foce è detta a delta.


Rosa Maria de Pasquale ( Biologa – docente di anatomia, fisiologia e igiene)

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