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I pericoli della rete per i più piccoli.


  

Secondo dati emersi da associazioni di pediatria il 51% dei ragazzi tra i 12 e i 14 anni naviga in internet tutti i giorni. Il 76% di loro frequenta le chat, condivide musica e video, ed ancora, più del 50% dei ragazzi in questa fascia di età, è iscritta al social network Facebook.

Dati significativi evidenziano di come sia necessario, da parte dei genitori, monitorare la navigazione dei propri figli.

I rischi maggiori sono principalmente due; 1) contenuti inadatti alla visone di un pubblico minore; 2) i danni che i ragazzi possono provocare con i loro comportamenti immaturi.

È opportuno non impedire l’ accesso ad internet ai più piccoli perchè possono utilizzare costruttivamente questo mezzo, ma è opportuno anche limitare il raggio di azione sulla rete stessa.

Bisognerebbe introdurre alcune regole spiegandone anche i motivi e puntare l’attenzione su alcuni aspetti:

  • è difficile mantenere la privacy sulla rete, ancor di più sui vari social network, quindi è bene riflettere prima di pubblicare foto o video di cui un giorno ci si potrebbe pentire;

comunicare con altri attraverso la chat può essere un pericolo perchè non si possono conoscere la vera identità e le vere intenzioni di chi si cela dietro un computer;

non è opportuno dare informazioni dettagliate di tipo personale e tantomeno incontrarsi con qualcuno che potrebbe non essere chi dice di essere.

Queste regole, pur sempre utili da seguire, non possono evitare un altro tipo di pericolo come la cosiddetta spam, ovvero pubblicità spazzatura dietro cui si celano proposte inutili o truffaldine o ancora peggio immagini a sfondo sessuale.

Anche in questo caso è bene informare i propri figli degli eventuali pericoli spiegando loro che è opportuno cestinare immediatamente tutta la posta che giunge da persone sconosciute e che mai nessuna banca e tantomeno le poste chiede dati personali da mandare tramite email.

Anche lo scambio di materiale video può nascondere dietro il titolo di film apparentemente innocui,materiale di tipo pornografico ed è quindi opportuno controllare cosa viene scaricato da internet.

L’ utilizzo degli appositi filtri per proteggere la navigazione dei propri figli non impedisce che alcune immagini inopportune appaiono sul video quindi, è preferibile dare sempre un’ occhiata.

Anche il fenomeno del bullismo si sposta dai banchi di scuola fin dentro la rete attraverso l’ invio di messaggi offensivi o la diffusione di immagini imbarazzanti in virtù delle quali le famiglie del ragazzo irriso, possono anche chiedere un risarcimento debitamente comprovato da perizie medico legali.

Per quanto un minore di anni 14 non può essere incriminato penalmente è la sua famiglia che ne risponde, da un punto di vista patrimoniale, perchè responsabili di mancata sorveglianza e mancata educazione.

In conclusione, bisogna sempre vigilare su ciò che fa un minore sulla rete perchè non mancano le trappole, ma al di là delle mode e dell’età dei propri figli, la cosa migliore per evitare o ridurre al minimo pericoli e/o rischi, è trascorrere del tempo con loro, consentendogli di chiedere aiuto in caso di problemi.

 

Maria Cipparrone.

 

alla stesura dell’articolo ha partecipato Angelo Mazzuca.

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