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Anche se la vita è difficile…


Quaderni di Psicologia

 

E’ una lotta contro il tempo e le persone, quelle animate da aggressività negativa, avvolte nella pigrizia mentale dell’ignoranza di se stessi e degli altri. Gli altri che devi rispettare e nutrire, in un clima neutrergico, di affettività positiva: il tapis roulant dove scorrere i passi della vita.


Una lotta dura contro l’inconsapevole e l’inconsapevolizzazione di fatti e situazioni vere o irreali, frutto di bisogni veri insoddisfatti trattati come falsi e falsi desideri che ne confondono l’identificazione.


Una lotta contro la rigidità di idee preconcette e sbagliate perché orfane di logica, della sua infallibile verifica sulla base di apprendimenti corretti e leggi di natura.


Contro le fasi transitoria perenni che ci fanno rimanere eterni e fragili “germogli” esposti a continue sofferenze fisiche e mentali in una esistenza ipocrita al servizio dell’inutile, nell’accumulo frenetico di frustrazioni dolorose diventate, presto, dolorose abitudini.


Una lotta contro la noia di uno stagno dove l’unico diversivo è il ripetitivo “gracidio” dei tuoi pensieri, rumorosi, fastidiosi, sempre uguali e sempre sbagliati quanto lo sono gli apprendimenti avuti. Negativi, dannosi, portatori di malessere, della bandiera di un popolo di insoddisfatte e inefficienti identità, tollerate e sofferte individualità e intollerate collettività.


Una lotta contro gli ostacoli, tutti, tanti, anche troppi, imprevisti e inopportuni in una guerra solitaria per la vittoria “di noi su noi”. Non ci sono vie di mezzo, si vince o si perde!


È una partita complessa di complicata competizione con se stessi. La posta in gioco è la nostra vita e i giocatori le nostre capacità mentali che, abilmente istruite e servite, con sapienza distribuite e maestria dirette portano alla sicura vittoria.


Non ci ferma nessuno! Nessuno può impedire lo svolgimento di un torneo che dura tutta la vita, fatto di partite diverse per scopi diversi nell’unico, vero obiettivo di realizzare il sogno di tutti, che accomuna e rende uguali tutti: star bene, sentirsi bene! Raggiungere quell’equilibrio psicofisico che rende armonico e gradevole il nostro sentire, percependo piacere, soddisfazione, pace e tranquillità, quello “stato di grazia” chiamato: neutrergia; capace di farti camminare con sicurezza e disinvoltura, elasticità e adattamento in un percorso a ostacoli di natura diversa e diverse entità tenendo ferma la rotta sull’obiettivo benessere.


Non ci deve fermare nessuno! Come potremmo permettere che un serio e costante lavoro venga vanificato, ostacolato, rallentato da cose o persone, vere o presunte ragioni avanzate che avanzano nella perdita di preziosi secondi destinati a rendere migliori le tue ore, le tue giornate, il tuo tempo. Come, che i lenti, e faticosi in quanto tali, passi da gigante fatti per lo sviluppo ed il mantenimento della propria identità affondino nella palude della recidiva, dannosa inattivazione di se stessi, della propria energia. Permettere che il giardino della nostra mente diventi rovo di spine, dolorose, intricate a tal punto da fuggirne per trovare sicura e facile ospitalità nelle nevrosi. Amiche-nemiche sempre pronte a salvarci dalle inevitabili sofferenze della crescita.


E perché, poi, perderci in pezzi di un mosaico faticosamente ordinato e riordinato per, sempre meglio, capire tempi e modi che ci appartengono e ci fanno star bene, le qualità energetiche e il loro giusto uso per una gestione corretta della nostra vita.


Perché rompere continuamente e ripetutamente il “filo d’Arianna” che qualcuno, saggio e onesto, ha volontariamente trovato per noi; tradire la generosità di un “grande” per un “grande” errore: tradire noi stessi, perché…?!

 


Dora Principe – 24 marzo 2002



 

 


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