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Default Grecia, Bollette telefoniche, Codice della strada, Bond argentini, Polizze dormienti, Caro carburanti.


 

“In relazione al dissesto finanziario che ha investito la Grecia, vi e’ urgente bisogno di fare chiarezza su piu’ fronti”: e’ quanto sostengono le associazioni dei consumatori, che chiedono “la maggiore chiarezza possibile in merito alla questione dell’esposizione verso la Grecia delle nostre banche e assicurazioni”. La preoccupazione scaturisce dalle condizioni dei mercati, di fronte alle quali le associazioni chiedono trasparenza alla Banca d’Italia e alle autorita’ competenti. E aggiungono: “Non vorremmo, infatti, che si ripetesse quanto successo per i subprime, le cui ricadute sono state fortissime anche per il nostro Paese. Tutto cio’ anche in stretto collegamento con le dichiarazioni, che ci preoccupano alquanto, del ministro dell’Economia, secondo il quale, ora, dovremmo aspettarci una riassestamento dei conti, mentre prima sembrava che la nostra situazione fosse migliore”.

 

 

“Le spese di invio delle fatture da parte di Telecom e delle societa’ di servizi sono illegittime. Il contributo spese di spedizione e’ dunque un atto non dovuto”. E’ quanto ha stabilito in primo grado il Tribunale di Napoli segnalato da Confconsumatori Campania: “Un associato si e’ visto infatti riconosciuto un rimborso di circa 12 euro, pari alle somme corrisposte quali spese di spedizione a Telecom Italia”. Secondo l’associazione, per la prima volta si ricostruiscono in una sentenza in modo dettagliato e preciso le ragioni per cui le clausole che prevedono le spese di spedizione sono da ritenersi abusive. “Il giudice nel caso in esame oltre a censurare il comportamento della Telecom Italia, rileva anche l’assenza di trasparenza, e l’ipotesi di un cosiddetto prezzo occulto, che non consente al consumatore di poter comprendere con assoluta chiarezza il costo effettivo da pagare per il servizio o il prodotto che andra’ ad acquistare, in palese inosservanza dell’art. 13 del codice del consumo. Si invitano tutti gli utenti consumatori, ad esaminare con molta attenzione, le singoli voci che compongono le fatture di pagamento inviate dalle societa”‘.

 

 

Il Senato ha approvato il nuovo Codice della Strada. Secondo le associazioni dei consumatori ci sono alcuni punti deboli, per esempio “e’ stata presa poco in considerazione l’efficienza delle infrastrutture, nonostante l’insicurezza delle strade sia tra le cause principali degli incidenti”. Altro punto critico del nuovo Codice della Strada e’ il fatto che i proventi delle multe andranno un 50% ai proprietari delle strade e un 50% agli enti accertatori. “Ma chi controlla se i proventi saranno reinvestiti per migliorare le infrastrutture? La nostra proposta e’ quella di considerare la strada un servizio al pari dell’energia elettrica, del gas, del telefono, del trasporto pubblico locale e di quello ferroviario, e prevedere quindi una legge ad hoc che ne disciplini l’attivita’ e le responsabilita’ in ordine all’esercizio, che istituisca un’Autorita’ Garante in grado di supportarla, e che preveda la realizzazione di una Carta dei Servizi della strada da redigere con la consultazione delle associazioni dei Consumatori”. Tra le altre proposte ci sono anche la riforma del fondo di garanzia per le vittime della strada, la promozione di forme di mediazione e conciliazione tra vittima e autore del reato e di procedure giudiziarie ed extragiudiziarie per la riparazione del danno in tempi ragionevoli, l’azione sulle amministrazioni pubbliche affinche’ pongano in essere una politica di trasparenza nell’azione di controllo sulle strade.

“E’ necessario modificare, dunque, il ddl di riforma del Codice della Strada, le novita’ introdotte sono pochissime, insufficienti e non affrontano nessuno dei problemi e dei nodi emersi in questi ultimi anni, a cominciare dai Comuni che invece di pensare alla sicurezza stradale pensano solo a fare cassa”. Secondo le associazioni, è “un’occasione perduta la mancata previsione di vietare il fumo per chi guida. Il 15% degli incidenti stradali dovuti a distrazione e’ riconducibile al fumo di sigaretta e la media dei secondi di distrazione mentre si fuma una sigaretta al volante e’ di 11,5 secondi contro i 10,6 secondi per comporre un numero di telefono”. Tra le modifiche da apportare, ci sono quelle che riguardano le minicar: “Sono ridicole le modifiche al Cds introdotte. Le multe per chi trucca il motore sono in pratica quelle gia’ previste. Occorreva invece sia la sospensione dell’attivita’ per il meccanico colpevole sia l’incriminazione dello stesso in caso di incidente provocato da vetture modificate”. In merito ai Comuni e all’articolo 208 del Codice della Strada si fa rilevare che cambia la ripartizione delle multe tra ente proprietario e comuni, ma non si elimina alla radice il conflitto di interessi, cosa possibile solo stabilendo che il 100% delle multe deve essere destinato esclusivamente alla sicurezza stradale. Inoltre, si chiede di stabilire che il giallo duri sempre minimo 4-5 secondi nel caso sia presente il semavelox, la rimozione di tutti i cartelli che indicano la presenza di un autovelox quando questo non e’ effettivamente presente e attivo, la possibilita’ di installare semavelox solo previa autorizzazione del Prefetto, e l’installazione di Tutor e postazioni fisse di autovelox anche nelle statali e nelle strade piu’ pericolose con avviso agli automobilisti.

 

 

Le associazioni dei consumatori invitano i consumatori che volessero accettare l’offerta di scambio proposta dallo Stato Argentino a non firmare alcun documento che escluda le responsabilita’ delle banche e, quindi, la possibilita’ di intentare causa contro gli istituti di credito che hanno venduto bond argentini in Italia. Questo perche’, indipendentemente dalle offerte piu’ o meno convenienti dell’Argentina, rinunciare alla possibilita’ di fare causa alle banche equivale a perdere la possibilita’ di vedere riconosciuti i propri diritti contro quegli istituti bancari che, consapevolmente, hanno venduto titoli spazzatura. Si ricorda, inoltre, che negli ultimi anni si sono ottenute numerose sentenze che hanno palesemente riconosciuto le responsabilita’ delle banche, condannandole a rimborsare i risparmiatori ai quali avevano venduto titoli argentini senza fornire chiare informazioni circa i rischi dell’investimento.

 

 

Altra battaglia a tutela dei risparmiatori è quella delle polizze dormienti, scadute senza che i beneficiari si siano attivati entro i termini di prescrizione (2 anni) per incassare quanto dovuto. Si tratta di una grande ingiustizia a scapito dei consumatori. Capitali che vengono devoluti a un fondo presso il ministero dell’Economia, senza che i titolari delle polizze ne siano informati ne’ che abbiano la possibilita’ di far rinascere la polizza entro un certo periodo, come accade per i conti correnti e i libretti di deposito. In pratica, per avere il rimborso, la polizza deve essere scaduta (oppure deve essersi verificato il decesso del sottoscrittore) entro il 27 ottobre 2007. Ma la legge stabilisce che devono rimanere al fondo i versamenti gia’ effettuati, anche se relativi a polizze che rispettano i termini indicati per riavere i soldi. Per il momento possono essere sicuramente recuperati i soldi investiti in Poste Vita, che ha dichiarato di non avere ancora fatto alcun versamento al Fondo. Si invitano percio’ i possessori di polizze Poste Vita prescritte prima del 28 ottobre 2008, a chiedere subito il rimborso del capitale, inviando una raccomandata a.r. direttamente all’ufficio postale o inviando una lettera scritta a Poste Vita s.p.a. – ufficio liquidazioni – piazzale Konrad Adenauer, 3 – 00144 Roma.

 

 

“Con la benzina a questi livelli, gli esborsi previsti per gli automobilisti nel 2010 si aggirano intorno agli 288 euro annui. E’ quanto evidenziano dalle associazioni dei consumatori che ribadiscono, ancora una volta, che “e’ indispensabile intervenire, prima di tutto, affinche’ trovi finalmente applicazione il meccanismo dell’accisa mobile, capace di controbilanciare l’aumento dell’Iva qualora il petrolio raggiunga livelli predeterminati, contribuendo cosi’ a un calmieramento dei prezzi dei carburanti. E’ inoltre urgente l’applicazione delle misure previste dal protocollo sottoscritto con i petrolieri, come il blocco settimanale dei rincari e la costituzione dell’Osservatorio istituzionale sulla doppia velocita’, che, se realizzate, costituiranno un prezioso strumento per abbattere i prezzi e combattere le speculazioni”.

 

Maria Cipparrone.


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