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Come essere in flow.



Approfondimenti

Una difficoltà dell’atleta potrebbe essere di non sentire di avere l’attivazione ottimale per affrontare la gara e questo sicuramente può ingenerare una sensazione di malessere che si ripercuote negativamente sulla prestazione.

La richiesta dell’atleta potrebbe essere di continuare ad andare forte per sperimentare sensazioni piacevoli indescrivibili ma avere ottime sensazioni anche durante il pre-gara.

L’obiettivo dell’intervento potrebbe essere di contribuire ad un miglior stato di attivazione pre-gara ai fini di una sensazione autopercepita di benessere che possa portare ad uno stato di grazia (flow) per il conseguimento di prestazioni ottimali (peak performance).

Mihaly Csikszentmihalyi, professore presso il dipartimento di psicologia dell’Università di Boston, osserva come alcuni individui in certe particolari condizioni vengano completamente assorbiti dalla pratica di un’attività fino ad entrare in uno stato di leggera trance, ovvero in flow.

L’esperienza del flow corrisponde ad uno stato psicofisico ottimale: uno “stato di grazia” che rappresenta un elemento predisponente importante per il verificarsi delle cosiddette “peak performances” (prestazioni eccellenti) e si identifica con una particolare condizione in cui l’atleta è così coinvolto nel gesto agonistico in atto tanto da escludere dalla sua mente qualsiasi altra cosa sviluppando la massima attenzione e concentrazione.

Chi è nel flow:


– sente di essere completamente coinvolto, focalizzato, concentrato;

– sa che l’attività è fattibile e che le abilità che possiede sono adeguate allo scopo e saranno utilizzate al massimo;

– è assolutamente focalizzato sul presente;

– avverte un senso di “serenità”;

– ha la sensazione di muoversi in armonia con l’attività intrapresa, come dentro una corrente, un flusso.

Hanin propone una teoria della relazione fra ansia e prestazione denominata IZOF (Individual Zone of Optimal Functioning)

Cosa si intende per IZOF

Individual: fa riferimento al fatto che la “Zona di Funzionamento Ottimale” è diversa per ogni atleta.

Zone: si tratta di un campo di valori e non di un valore unico superato il quale la prestazione decade.

Optimal Functioning: la prestazione ottimale è garantita da uno stato “ottimale” caratterizzato da: condizioni interne “ottimali”, coinvolgimento “ottimale” dell’atleta, possibilità di accedere a e usare le risorse più adatte al compito.

Eventuali tecniche da utilizzare potrebbero essere:

  • Esercizi di Respirazione per agevolare un incremento di attivazione.
  • Esercizi di visualizzazione (rievocare le sensazioni provate in occasione di una gara andata particolarmente bene, al fine di predisporsi psicologicamente ad affrontare una nuova gara).
  • Elevazione della consapevolezza delle emozioni attraverso la descrizione di gare precedenti.
  • L’attivazione e l’emozione possono incidere negativamente sulla prestazione solo se l’atleta le interpreta negativamente, quindi lavorare sulla possibilità di poter provare ad accettare le proprie sensazioni anche in considerazione che le volte precedenti non hanno compromesso la prestazione.

Dott. Matteo SIMONE

Psicologo Clinico e dello Sport

Psicoterapeuta Gestalt


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www.psicoart.it

Roma – Via Veio 52/B

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