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Dalla pratica commerciale scorretta di Telecom, all’entrata in vigore il 1° luglio della class action, alla proroga per richiedere il bonus elettrico.


 


 Grazie alla segnalazione di un’associazione di consumatori, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti della Telecom Italia – Tim, a causa di una pratica commerciale scorretta relativamente al rimborso del credito residuo per il cliente che recede dal contratto.

Il diritto al rimborso del credito è un diritto del consumatore sancito dalla legge sin dal 2002, ma ciò nonostante la Telecom-Tim (così come gli altri gestori di telefonia mobile) ha ignorato e leso tale diritto. L’ indagine dell’Antitrust riguarda tre punti: il mancato riconoscimento del credito residuo sulle schede sim dopo la loro disattivazione (a seguito del diritto di recesso), anche laddove gli utenti hanno rispettato e si sono attenuti alle procedure prescritte dalla società; l’obbligo di alcuni oneri, quali l’esborso di 5 euro per ottenere la restituzione del credito residuo, indicato nella “Carta servizi TIM”; l’omissione di una idonea informativa all’utente sui tempi entro i quali la richiesta di rimborso del credito residuo sarà effettuata dalla società.

 

Il primo luglio, a seguito dell’approvazione da parte del Senato, entrerà in vigore nel nostro Paese l’emendamento relativo alla “class action”. Strumento che permetterà a intere classi di consumatori di chiedere con un unico procedimento il risarcimento dei danni subiti dalle grandi società.

Per far ciò occorrerà presentare istanza in una delle 11 sedi giudiziarie scelte per gestire i procedimenti. I tribunali, scelti tra i principali capoluoghi di Regione, avranno il compito di giudicare l’ammissibilità del ricorso presentato dai consumatori e quindi di decidere se dar corso ai relativi risarcimenti. Si dovrà inoltre provvedere a rendere nota tale possibilità affinché possano prenderne conoscenza anche altri consumatori, i quali trovandosi nelle medesime condizioni dei ricorrenti, possano aderire alla causa collettiva. Sempre dal fronte class action, arriva la notizia della delusione da parte delle associazioni dei consumatori circa l’emendamento approvato dal Senato sopra citato. Secondo le associazioni, questa legge è limitativa, perché non è stato conferito loro nessun ruolo nell’avvio delle azioni risarcitorie collettive. Il mancato coinvolgimento secondo i rappresentanti delle associazioni dei consumatori è cosa grave in quanto minerà la garanzia per la tutela dei diritti dei consumatori, che sono la parte più debole del mercato.

 

E’ stata prorogata di due mesi fino al prossimo 30 giugno la scadenza per chiedere il bonus elettrico arretrato: le famiglie in condizioni di bisogno avranno altri 60 giorni per presentare al Comune di residenza la domanda per il beneficio retroattivo per gli anni 2009 e 2008. La decisione è stata assunta dall’Autorità per l’energia e per il gas. La scadenza del 30 giugno riguarda esclusivamente il bonus retroattivo. Resta infatti sempre possibile presentare la domanda in ogni momento, anche dopo il 30 giugno, per beneficiare del bonus per i 12 mesi successivi.

 

Maria Cipparrone

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