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Solo se le tariffe sono chiare e conosciute.



 

Spesso e volentieri utilizzare il cellulare per navigare su internet è un lusso che solo pochi possono permettersi. Le informazioni sui costi e le tariffe date dagli operatori telefonici sono sempre poco chiare, con la brutta sorpresa, dunque, di vedersi addebitare delle somme esorbitanti per la navigazione in rete.

Allettati dalla comodità di poter accedere col solo uso del telefonino a tanti servizi, come controllare una email, informarsi sulle previsioni meteo della settimana, leggere i giornali online etc, e dalle tante offerte promozionali da parte degli operatori, la percentuale dei consumatori che si affida al cellulare per navigare in internet è in crescita.

Cadere nelle trappole degli operatori telefonici è più facile soprattutto per coloro che non sono molto avvezzi alle nuove tecnologie, pertanto, come prima cosa bisogna prestare molta attenzione quando ci troviamo dinnanzi ad una proposta contrattuale, e quando si parla di tariffe, è bene leggere tutte le clausole, anche quelle scritte con i caratteri più piccoli, perché di solito è in queste che si riportano elementi di conoscenza più significativi per il consumatore.

Altrettanta attenzione è necessaria quando si consulta una promozione o una proposta di tariffe online, accedendo al sito del gestore d’interesse. Purtroppo, i siti delle compagnie telefoniche non spiccano per chiarezza; l’informazione sui costi per navigare su internet è spesso ambigua, poco chiara è soprattutto la differenza tra la navigazione internet vera e propria e quella wap. Partendo da questa differenza esistono sostanzialmente due tipologie di navigazione possibili per i telefonini:


Navigazione WAP: Ideata per viaggiare col sistema Gprs, è costituita da pagine web basilari non particolarmente ricche di servizi ed informazioni. E’ una navigazione più semplice di quella che si fa con il pc e permette di accedere ad un minor numero e tipologia di servizi, in altre parole è una navigazione più limitata. Tutti i cellulari che possono fare una connessione dati possono navigare WAP.


Navigazione Internet: E’ possibile effettuare la navigazione in rete con cellulari che si connettono alla rete Umts. Si tratta della comune navigazione in rete, pertanto la possibilità di accedere alle pagine web è come quella che si realizza mediante la navigazione con un computer.

Per poter navigare in internet col cellulare l’apparecchio deve essere Gprs o Umts, oppure Hsdpa. Tali sigle indicano i principali sistemi di navigazione con il cellulare.


Gprs/Edge: è un sistema d navigazione piuttosto lento ed è quello di cui deve essere dotato il telefonino per navigare su WAP. Tale sistema è quello per viaggiare sulla rete Gsm, che si utilizza per telefonare.


Umts è una rete molto più veloce della Gsm, su cui si può transitare un grande quantità di dati ( ad es. si possono effettuare le videochiamate). Questo tipo di sistema è noto anche come 3G


Hsdpa è un sistema di navigazione piuttosto veloce, lo stesso che si usa quando si connette un computer portatile alla rete mobile. Per poter usufruire a pieno di tale sistema occorre avere un telefono di ultima generazione, per es. uno smartphone.

Queste nozioni di carattere tecnico sono indispensabili per il cliente interessato ad aderire ad una offerta di navigazione internet col cellulare, anche perché il rischio che si corre è di acquistare un servizio per poi rendersi conto di averne ottenuto uno decisamente inferiore.

Questo è il caso dell’utente che crede di aver acquistato una promozione per accedere e navigare alla rete classica e si ritrova invece una navigazione WAP.

Per attivare il servizio WAP o INTERNET è necessario configurare il proprio telefonino. Per prima cosa bisogna inserire nel cellulare un codice di accesso (APN o nome del punto di accesso), che identifica l’operatore con cui si intende navigare (WIND, TIM, VODAFONE ecc) e il tipo di navigazione (WAP o INTERNET). Qualora si scelga una tariffa wap e si configuri il telefonino per internet il rischio è quello di pagare cifre molto più elevate di quelle indicate dal contratto.

Le informazioni sulla configurazione sono spesso poco comprensibili soprattutto sui siti, la configurazione comunque può essere fatta a distanza con l’ausilio di un operatore del servizio clienti.


Per navigare bene è di fondamentale importanza scegliere una tariffa adeguata al proprio cellulare, accade infatti che per poter accedere al servizio internet e poter navigare utilizzando un Iphone è necessario attivare una tariffa dedicata, ciò è quanto prevede per esempio Vodafone. Questa è una grave limitazione per il consumatore, per cui una qualsiasi sim Vodafone non permette di usare regolarmente l’iphone, se non dietro la sottoscrizione di una determinata tariffa.

Esistono due sistemi di tariffazione: a tempo e a volume.


Per le tariffazioni a tempo i costi sono determinati dal tempo di navigazione, per quelle a volume i costi dipendono dal traffico, cioè dalla quantità di byte scambiati nel corso delle connessioni.

Per entrambi i tipi di tariffazione sono previste soglie massime di navigazione, superate le quali le spese aumentano. Da sottolineare il fatto che i gestori telefonici non avvertono mai l’utente quando supera il limite previsto, il navigatore che sbaglia pertanto è lasciate in balia delle sue “colpe”…


Le più convenienti tra le due tipologie sono quelle a tempo, perché più semplici da controllare e perché comportano minori rischi per il proprio portafoglio in caso di superamento delle soglie previste nei contratti. In queste tariffe il conteggio minimo per ogni navigazione è di 15 minuti, a prescindere dall’effettivo tempo in cui si è navigato in rete, anche se si è usufruito del servizio per soli 2 minuti, il conteggio sarà di 15 minuti.


Per le tariffe a volume il raggiungimento dei limiti di traffico sono determinati dai byte scaricati e da quelli in uscita. Tali dati si trovano sul telefonino.

Superare i limiti di traffico comporta anche qui costi spesso più salati rispetto a quelli per le tariffazioni a tempo. Una distrazione, dunque, che può costare molto cara.

Ciò che si ricava da queste informazioni è che il consumatore, o per un verso o per un altro, è quasi sempre in balia dell’interlocutore, che, gli fornisce, come in questo caso, un servizio. La non trasparenza o la poca chiarezza circa le informazioni che gli consentono di operare delle scelte nei contratti che lo vedono come parte, rafforzano nella sua mente l’idea del non rispetto e della non considerazione sia come persona che come utente.

Da ciò discendono una serie di riflessioni che, in mancanza di un diverso atteggiamento da parte di chi sta di fronte al consumatore, radicano un sentimento di diffidenza e di sospetto ed, in certi casi, una sorta di rassegnazione al fatto di dover essere pronti a subire o a doversi sempre difendere.

Ciò si realizza, perché, nonostante la tutela del consumatore sia ormai una realtà ed il consumerismo sia un argomento diffuso, a cui la stampa dedica, tramite le pagine dei giornali e le trasmissioni da parte delle varie emittenti televisive, molto spazio, è un settore ancora da potenziare, tramite l’informazione e l’educazione dei consumatori che, loro malgrado, rappresentano ancora la parte contrattualmente più debole e più esposta ai soprusi ed alle scorrettezze di chi fornisce loro servizi e/o prodotti.

Maria Cipparrone

(avvocato e counselor)

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