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Questione di corteccia.


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La saggezza è considerata un tratto psicologico. È conosciuta fin dall’antichità, discussa ampiamente nelle varie discipline umanitarie, psicologiche e sociologiche, ma non esaminata a sufficienza nelle sue componenti biologiche. Molte descrizioni identificano in essa vari aspetti che coinvolgono un po’ tutti i campi: le attitudini sociali e comportamentali, le capacità decisionali, l’equilibrio emotivo, l’empatia, la conoscenza di vita e di sé.

Negli ultimi anni la letteratura emergente si è concentrata soprattutto sulla localizzazione di particolari aree cerebrali attraverso gli studi di neuroimmagini e sul funzionamento dei neurotrasmettitori, senza trascurare i loro determinanti genetici.

Un lavoro recente pubblicato su Arch Gen Psychiatry (T.W. Meeks, D.V. Jeste. Neurobiology of Wisdom. 2009; 66(4):355-365) offre una visione d’insieme di quello che, ad oggi, è proposto dalla letteratura. Gli autori usando delle parole chiave, che identificano le varie componenti della saggezza, realizzano una ricerca utilizzando PubMed, archivio digitale che raccoglie riviste scientifiche a carattere biomedico.

Fra i tanti lavori sono stati considerati quelli potenzialmente rilevanti ai fini neurobiologici, quindi gli studi funzionali di neuroimmagini che permettono l’esplorazione dei correlati neurali dei vari tratti psicologici proposti per comprendere la saggezza. La corteccia prefrontale laterale prevale in quelle situazioni in cui è richiesta capacità decisionale basata sul ragionamento, mentre quella prefrontale mediale è accostata alle attitudini sociali ed emozionali.

Dal punto di vista genetico sono state considerate soprattutto le vie dopaminergica e serotoninergica, ossia come l’espressione dei geni implicati nel loro corretto funzionamento possa essere influenzata dalla presenza di particolari varianti geniche, i polimorfismi, in relazione ad alcune componenti legate ad esempio al controllo dell’impulsività, alla capacità decisionale, ai comportamenti sociali.

Gli autori concludono che la neurobiologia della saggezza è il risultato di un ottimale equilibrio fra le funzioni associate ad alcune aree filogeneticamente più primitive del cervello (sistema limbico) e le più nuove (corteccia prefrontale).

Dott. Fernanda Annesi – Biologa CNR

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