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Un mezzo in più di pagamento, o solo un modo per arricchire chi le emette?


Nel corso degli ultimi tempi il mercato delle carte prepagate si è fortemente sviluppato, anche in Italia (si contano circa 6 milioni di carte prepagate).

Poste Italiane con circa 3,5 milioni di Postepay emesse, risulta essere l’ente che primeggia per questo tipo di carte.

Le carte prepagate funzionano come le ricaricabili dei cellulari, si caricano su di esse somme di denaro e si utilizzano fin che c’è credito a disposizione. Non è possibile utilizzarle oltre la somma versata. Le prepagate sono rilasciate da banche ed istituti di credito, ma colui che ne acquista una non necessariamente deve essere titolare di un conto corrente.

Esistono due tipi di carte prepagate:

  • le “usa e getta” che una volta esaurito il credito vengono cestinate e bisogna richiederne una nuova
  • le “ricaricabili” le quali possono essere caricate nuovamente di una somma di denaro ed essere utilizzate sino alla naturale scadenza (generalmente dai 3 ai 10 anni dall’emissione).

Qual è il motivo per cui si è così diffuso l’utilizzo delle carte prepagate?

La rapida ascesa di questo prodotto è data dalla grande pubblicità, fatta dagli istituti di credito che le rilasciano, come il mezzo più sicuro per gli acquisti, soprattutto online.

Difatti l’ aumento delle carte prepagate si accompagna all’aumento dell’e-commerce. Il timore di incorrere in frodi nei pagamenti fa sì che vengano preferite rispetto alle normali carte di credito. Molti italiani, dunque, pur disponendo già di una normale carta di credito scelgono una prepagata per i loro acquisti su internet, perché convinti di tutelarsi da eventuali utilizzi fraudolenti da parte di terzi. E’ su questo timore che fa leva la pubblicità delle prepagate, proponendosi come soluzione a questo problema.

Ma non tutto è come sembra: le prepagate sono uno strumento nato più per garantire gli esercenti e le banche che le emettono, piuttosto che il consumatore, a causa delle commissioni sulle ricariche che sicuramente non finiscono nelle tasche di quest’ultimo.


La legge italiana tutela sufficientemente i possessori di carte di credito.

Ancora una volta ciò che risulta importante per far sì che il consumatore scelga non condizionato dal timore e diventi “facile preda” della pubblicità, è l’informazione e la conoscenza degli strumenti che la legge gli mette a disposizione in generale, nel caso specifico se smarrisce e/o qualcuno utilizza fraudolentemente la sua carta di credito.

Infatti, se dagli estratti conto della sua carta si evincono anomalie e addebiti sospetti per utilizzi per esempio su internet che il consumatore non riconosce, l’ente emittente è obbligato a risarcire la somma al titolare della carta, come previsto dalla legge 56 del Codice del consumo, decreto legislativo 206/2005.

Una volta tanto il consumatore è adeguatamente tutelato, infatti la legge, fa ricadere le conseguenze di un sistema informatico non del tutto protetto sugli esercenti.

Chi possiede una carta di credito può dunque utilizzarla con tranquillità anche su internet, avendo solo la buona abitudine di controllare regolarmente ed accuratamente i propri estratti conto e contestare eventuali addebiti ingiustificati.

C’è da dire poi che molti siti di e-commerce prevedono, ormai, dei sistemi di sicurezza che impediscono il furto dei dati della carta in caso di pagamento a mezzo di credit card.

I siti che adottano tali sistemi sono facilmente riconoscibili perché, in alto a destra dell’home page, hanno il simbolo di un lucchetto.

C’è da aggiungere poi che, secondo indagini statistiche condotte dalla polizia postale, i dati personali sono sottratti maggiormente quando si usa la carta nei negozi o al ristorante piuttosto che per i pagamenti online, bisognerebbe essere degli esperti “hacker”, ladri informatici, per sottrarre dati ed utilizzarli a piacimento.

L’acquisto e l’uso di una prepagata per coloro che posseggono già una normale carta di credito è così solo un’ulteriore spesa di denaro che va a gravare sul bilancio familiare.


Quali sono le differenze tra carte di credito e prepagate?

Innanzitutto la carta prepagata è una “carta di debito”, ossia il denaro viene prelevato (addebitato cioè) nel momento in cui si procede ad un acquisto e permette di essere utilizzata solo nei limiti dell’importo caricato.

La carta di credito permette al titolare di fare acquisti in un mese e di pagarli successivamente (solitamente il 15 del mese successivo).

A differenza di queste ultime, la maggior parte delle prepagate non prevedono un estratto conto periodico, questo verrà fornito al possessore solo se ne fa esplicita richiesta e comporterà l’addebito di costi di invio e dell’imposta di bollo, pari ad 1,81 euro qualora il valore riportato fosse superiore a 77,47 euro. Dunque oltre ad avere un impiego limitato, comporta spese che non ci si aspetterebbe.

Non hanno un canone annuo come le carte di credito, ma sono previste commissioni che si pagano quando si effettuano ricariche e per prelievi agli sportelli, talvolta a costi maggiori rispetto a quelli applicati per prelevare contanti con carte bancomat.

Le spese relative alla carta prepagata sono comunque facilmente controllabili, inserendo la carta in uno sportello bancomat (ATM) della banca che l’ha emessa o telefonando il Servizio clienti.

Infine è possibile attivare un servizio di Sms informativo, che invia un messaggio ogni volta che la carta viene utilizzata.

 

Cosa bisogna fare in caso di furto o smarrimento di carta prepagata?

In questi casi bisogna immediatamente bloccare la carta. Le raccomandazioni Ue dettate dalla legge 489/97 non sono sempre rispettate nei regolamenti delle carte prepagate da parte degli esercenti. Prelievi e acquisti fatti prima del blocco sono tutte addebitati al titolare (senza limite alcuno); considerando che ci sono prepagate che possono essere caricate fino a 1.500 euro (alcune anche fino 10.000 euro), si tratta di una clausola molto penalizzante.

E’ consigliabile pertanto caricare sulla carta un massimo di 150 euro, tale è la responsabilità massima che rimane a carico del titolare prima del blocco, anche usando quelle carte che rispettano le raccomandazioni Ue 489/97.

Quando e a chi serve utilizzare una carta prepagata?

Le carte prepagate sono consigliabili solo per chi non è ancora possessore di una normale carta di credito, non ha intenzione di acquistarne una e vuole fare spese online, oppure per i più giovani, in particolar modo quando vanno all’estero. Rappresentano, infatti, lo strumento di pagamento più idoneo per un minore, perchè hanno il pregio di poter essere ricaricate a distanza.

Cosa sono le carte prepagate “potenziate”?

Recentemente sul mercato sono state introdotte da diversi operatori le carte “potenziate“, si tratta di carte prepagate speciali, che oltre alla possibilità di pagare e prelevare danaro, permettono di usufruire delle tipiche funzioni di un conto corrente: accredito di stipendi e pensioni, bonifici in entrata ed uscita, domiciliazione delle bollette, sebbene rispetto al conto corrente non danno le stesse tutele.

Tali prodotti non sono coperti dal fondo interbancario di tutela dei depositi, previsto invece per i rapporti di conto corrente, perché sono prodotti di moneta elettronica. Il titolare è interamente responsabile in caso di smarrimento o furto dei codici di accesso al servizio o in caso di uso fraudolento da parte di altri soggetti. Non sono corrisposti interessi sulla somma versata, ma non sono nemmeno assoggettati all’imposta di bollo di 34,20 euro prevista per i conto correnti.

Le carte prepagate potenziate sono una buona soluzione per chi vuole avere un prodotto bancario di base con cui fare online o per telefono alcune operazioni come bonifici e pagamenti.

Qualora si fosse già in possesso di un conto corrente o di una carta di credito è sconsigliabile acquistare un prodotto di questo tipo.

Possiamo dire, da un punto di vista psicologico, che tali prodotti sono uno specchio per le allodole, nel senso che si fa credere, al consumatore, condizionandolo, di averne un vantaggio dal loro possesso soprattutto per gli acquisti fatti su internet, per poi scoprire, fatti due conti, che le spese e le commissioni avvantaggiano solamente chi le intasca.

Con la solita frustrazione per il consumatore e…buona pace per tutti.

Maria Cipparrone

(avvocato e counselor)

 

 

 

 

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