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Dalla Telecom più salata, alla Fiat multata; dalla Apple che fa scaricare, agli aerei che si devono limitare.


 

 

Il canone mensile Telecom è sempre più salato. L’ingiustificato aumento è partito dalla fine del mese di febbraio, passando dai 14,57 euro mensili a 16,08 euro (IVA inclusa).

L’aumento graverà soprattutto su coloro i quali hanno uno scarso traffico telefonico, che a fine anno si troveranno a pagare solo di canone quasi 200 euro. La possibile soluzione è quella di scegliere una tariffa che non preveda il contratto Telecom, le cosiddette “tariffe unbundling” dando la possibilità, di avere un risparmio del 35% sulla bolletta telefonica.

 

L’ Autorità garante della concorrenza e del mercato ha multato la Fiat per pratica commerciale scorretta. La famosa casa automobilistica dovrà pagare la sanzione amministrativa di 180 mila euro a causa dello spot pubblicitario divulgato sui giornali e in televisione che affermava che la Fiat Bravo era già pronta per la normativa Euro 5. Spot ingannevole in realtà, perché all’epoca in cui lo spot veniva divulgato, la regolamentazione per far registrare le vetture in quella categoria ancora non esisteva, pertanto la Fiat Bravo poteva essere omologata solo come Euro 4 .

 

Stipulato l’accordo tra Apple e l’associazione discografici americani (Riaa) che prevede l’eliminazione delle limitazioni alle copie delle canzoni scaricate legalmente da iTunes.

Gli effetti di tale accordo si vedono anche in Italia, dove Apple sta cominciando a mettere a disposizione per intero il suo catalogo (in formato aac 256 kb), senza i blocchi (Drm) che facevano sì che se ne impedisse sia l’uso che la duplicazione dei brani acquistati dal catalogo iTunes.

Ciò fa sì che le canzoni scaricate download possono passare senza problema alcuno su ipod, cellulari e in molti casi anche sui lettori mp3. Esiste però un sistema di tracciabilità dei brani per coloro che acquistano musica online su iTunes che fa sì che le canzoni vengano copiate.

 

L’Ue ha finalmente incluso le emissioni di CO2 prodotte dai velivoli nel conteggio delle quote previste dal protocollo di Kyoto, con lo scopo di ridurre l’inquinamento atmosferico da gas serra. Una decisione importante (sino ad ora negli Stati comunitari per determinare il livello di inquinamento si consideravano solo i fumi industriali e gli scarichi delle auto) maturata dal sempre più ingente traffico aereo, responsabile di gas che influiscono sul cambiamento climatico.

Gli aerei, con la nuova regolamentazione, dovranno rispettare limiti precisi di inquinamento, sebbene tale direttiva (n. 101/2008/CE) non sarà applicata nel breve periodo. Ogni Paese appartenente all’Ue deve recepirla nel proprio ordinamento attraverso una legge ad hoc ed il termine per renderla operativa è fino al febbraio del 2012.

Maria Cipparrone

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