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In quale parte del cervello si produce frustrazione o gratificazione?


 

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Il disturbo della condotta rappresenta un serio disordine mentale dell’infanzia e adolescenza caratterizzato da una modalità di comportamento in cui vengono violate le norme e regole della società. Tra i vari sintomi, si ha il manifestarsi di una condotta aggressiva, bullismo, etc. (Loeber R., Farrington D.P., Stouthamer-Loeber M., Van Kammen W.B., 1998. Antisocial Behavior and Mental Health Problems: Explanatory Factors in Childhood and Adolescence. Lawrence Erlbaum Associates, Mahawah, NY). Alcuni studi lo considerano inoltre il precursore principale del disturbo antisociale di personalità nell’adulto (Lahey B.B., Loeber R., Burke J.D., Applegate B., 2005. Predicting future antisocial personality disorder in males from a clinical assessment in childhood. Journal of Consulting and Clinical Psycology 73, 389-399). L’empatia, ossia la capacità di riconoscere e comprendere lo stato emozionale di un’altra persona, è una delle sue caratteristiche psicologiche considerate deficitarie (Lovett B.J., Sheffield R.A., 2007. Affective empathy deficits in aggressive children and adolescents: a critical review. Clinical Psychology Review 27, 1-13).

Jean Decety et al. dell’Università di Chicago propongono e pubblicano un interessante lavoro di imaging che riguarda l’individuazione di risposte empatiche atipiche quando, giovani affetti da disturbo da condotta aggressiva, assistono alla visione di videoclips che mostrano situazioni in cui viene causato del dolore ad altri individui, sia accidentale che intenzionale, paragonate a quelle di un gruppo di giovani di controllo che non mostrano comportamento aggressivo (Decety J., Michalska K.J., Akitsuki Y., Lahey B.B., 2008. Atypical empathic responses in adolescents with aggressive conduct disorder: A functional MRI investigation. Biological Psychology. Available online). In entrambi i casi la percezione del dolore altrui è associata all’attivazione di quei circuiti cerebrali legati alla elaborazione del dolore, ma gli aggressivi mostrano una forte attivazione dell’amigdala e striato ventrale, coinvolte durante le sensazioni di appagamento, come se provassero, quindi, del piacere. Al contrario del gruppo di controllo, i giovani con comportamento aggressivo non attivano la zona del cervello coinvolta nell’autocontrollo, ossia la corteccia prefrontale mediale e la giunzione temporo-parietale. Per il gruppo di controllo i risultati sono analoghi ad un lavoro precedente di risonanza magnetica funzionale (Decety J., Michalska K.J., Akitsuki Y., 2008. Who caused the pain? A functional MRI investigation of empathy and intentionality in children. Neuropsychologia 46, 2607-2614) in cui gli stessi autori studiano i circuiti cerebrali dell’empatia in giovani di età compresa fra i 7 e 12 anni. Quando sottoposti a stimoli visivi in cui si provoca dolore intenzionalmente si accende quella regione del cervello legata all’interazione sociale e ragionamento morale.