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I pro e i contro delle società finanziarie.


 

 

 

Oggi si acquista sempre di più a rate, dagli elettrodomestici alle case, alle auto e ad altri prodotti di vario genere. Negli ultimi anni, infatti, il credito al consumo ha subito un boom senza precedenti.

Per credito al consumo, come già spiegato in questa rubrica con un articolo ad hoc, si intende un prestito o una facilitazione finanziaria destinata all’acquisto di un bene, che viene concesso da una banca o da una società finanziaria, rateizzando la restituzione della somma concessa in prestito.

Le società finanziarie, oggi, si sono moltiplicate e sono presenti in ogni angolo delle città, facendo capolino, ormai, anche sul web.

Ma sappiamo davvero da cosa si differenziano dalle banche? E perché il loro fatturato cresce di anno in anno?

In realtà, le società finanziarie hanno dei metodi diversi da quelli degli istituti di credito per valutare la possibilità di concedere o meno un finanziamento ad un soggetto.

In tali società, infatti, vengono effettuate delle distinzioni più nette, tra i dipendenti e i pensionati da un lato, e i lavoratori autonomi dall’altro.

E, proprio perché tali società applicano dei prezzi diversi in funzione del grado di rischio del cliente, fanno credito anche a coloro che hanno difficoltà ad ottenere un prestito in banca.

Le banche, infatti, sono sicuramente più rigide, nel concedere prestiti a chi ad esempio non ha un lavoro ben retribuito, e si limitano più che altro a richiedere garanzie collaterali, facendo variare semmai l’importo dei finanziamenti, ma non i tassi di interesse.

Altre differenze poi riguardano i tempi di erogazione dei prestiti, per quanto riguarda le finanziarie, sono sicuramente celeri e immediati, mentre quelli delle banche sono biblici, con l’aggravante di prevedere un numero imprecisato di documenti da produrre e sottoscrivere.

Naturalmente però, esiste anche il rovescio della medaglia.

Le società finanziarie, rispetto alle banche, mediamente, hanno dei tassi di interesse più elevati.

Se da un lato, dunque, queste società danno la possibilità anche ai lavoratori precari o comunque a soggetti non particolarmente abbienti, di avere un finanziamento, dall’altro, questo rischio maggiore, a cui sono esposte, derivante dalle categorie di soggetti a cui viene concesso il prestito, viene loro ripagato, attraverso tassi di interesse elevati, che è bene considerare, in modo da evitare, spiacevoli sorprese.

Maria Cipparrone (avvocato)

alla redazione dell’articolo ha collaborato Pamela Serra.

 

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