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Non riesco a ricordare esattamente quando questa smania ha preso vita.


Pensieri degli anni difficili – 69

Già da piccola il piacere di vivere la strada coi suoi giochi, l’aria calda dell’estate sulla pelle, le lunghe passeggiate all’ombra dei viali deserti delle vacanze e le corse.

Mi è sempre piaciuto allungare il passo sulle gambe, incominciare a camminare lentamente e avanzare a scatti regolari, fino ad arrivare alla velocità che consente, solo per un istante, di sollevarsi da terra quel tanto che basta per provare una piccola sensazione di volo.

Nella preparazione per la corsa c’è tutto un rituale da seguire, piacevole fin dall’inizio, da quando nella tua testa inizia a frullare l’idea che forse è meglio staccare tutte le spine, i cavi di rete, disinnescare gli antivirus, spegnere il monitor ed il sistema e catapultarsi fuori dagli ambienti che fanno la quotidianità. Generalmente prende così all’improvviso, non è mai programmato e questo è già la prima cosa che mi lega a questo momento. Nessun appuntamento, nessuna regola, nessuna imposizione di orari, decido quando voglio. All’occorrenza… Raccolgo tutte le mie cose velocemente, mi svesto del mio abito di lavoro, mi sistemo in macchina e raggiungo, con un solo obiettivo nella testa, casa. Pochi minuti per prepararsi, ci si veste a strati se siamo nel cuore dell’inverno e le temperature non consentono la libertà dei vestiti. Mantenere comunque la possibilità di respirare senza affaticare molto la pelle e soprattutto liberare le gambe dalle costrizioni, si muoveranno meglio, sosterranno il corpo nell’andatura e regaleranno un gran bel momento di serenità. È molto più semplice d’estate, pochi indumenti addosso, qualcosa per coprirsi dopo e magari un berrettino a varie funzioni.

Corro, e durante avviene una disconnessione fra mente e corpo. I muscoli delle gambe contratti da consentire il passo, sospingono il resto, che è come se seguisse senza opporre alcuna resistenza, quasi fosse incantato e proteso verso un qualcosa che riporti i carichi di tensione accumulati ad un livello basale facilmente sopportabile.

Nel giro incontro, senza vedere, gli occhi di chi in questo stesso istante cerca di liberarsi dalle oppressioni che rinchiudono i pensieri e li ingabbiano, stringendoli in una morsa che và allentata, altrimenti rischia di trasformarsi in una trappola.

Il profumo dell’ambiente è vario a seconda dell’orario e della stagione. Si può assaporare l’odore del verde nell’erba umida di primo mattino, dolcemente accarezzata dalla rugiada della notte, quella che nasce e si depone nel momento in cui il buio incontra il primo raggio. È un attimo di grande tenerezza, pari allo sguardo che, incrociando gli occhi dell’amore, si scioglie esprimendo la parte più bella di un sentimento inaspettato. Intrigante la corsa al buio della sera, quando l’aria si fa frizzante e prepara ai sogni da realizzare. Ci si scontra e ci si incontra questa volta senza vedersi davvero, ma ci si sente.

Comunque sia è presente una sorta di energia che viaggia a velocità costante, raccoglie nel passaggio le sensazioni gradevoli, che fungono da substrati innescando una serie di reazioni biochimiche che, come prodotto finale, danno il piacere.

Al tramonto i colori si fanno arancio, la pista viene ad essere illuminata dalle luci bianche che, solo per un momento, si sovrappongono al calare della sera. Come per magia cade il silenzio. A questo punto avverti il calore nei muscoli, come avessero respirato un’aria nuova che ha purificato, la mente è finalmente sgombra da qualsiasi impedimento e regna una gran senso di libertà.

Mi piace rilassarmi proiettando lo sguardo, allungandolo finchè è consentito, magari ascoltando la stessa musica piacevole che mi ha iniziato. Un po’ mi commuovo, un po’ ripenso a tutte le persone che amo e che vivono dentro di me ed immancabilmente parte un SMS per condividere il momento. Chiudo gli occhi solo un minuto, mi distendo e guardo il cielo, siamo nell’istante in cui sorge la prima stella, è quella che brilla di una luce più intensa, ho la sensazione che guardi solo me e invitandomi a sollevare mi propone un altro giro.

Io corro per questo!

 

Fernanda

 

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