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Nulla lo scalfisce. Continuano, indisturbate… nonostante la legge parli chiaro !


 

La legge n. 40/2007, meglio conosciuta come legge Bersani, ha introdotto la surrogazione delle ipoteche sui mutui, cioè, la possibilità per il consumatore di trasferire il mutuo da una banca a un’altra senza pagare costi notarili legati all’ipoteca sull’immobile oggetto del finanziamento.

In questa rubrica ci siamo già occupati dell’argomento, esultando, all’indomani dell’accordo tra le associazioni dei consumatori e l’Abi, in occasione della nuova procedura semplificata per la portabilità dei mutui, adottata dall’Associazione Bancaria Italiana e dal Consiglio Nazionale del Notariato (V. “Trasferire il mutuo è più semplice.. da ora in poi nessun onere per i clienti”)


Ma non sapevamo che tale accordo, basato sulla legge Bersani, sarebbe rimasto inapplicato…

Prima dell’entrata in vigore della legge, la procedura era più complicata: bisognava estinguere il vecchio mutuo, cancellare l’ipoteca sull’immobile, chiedere il nuovo finanziamento all’altra banca, pagare i costi di istruttoria e di perizia e l’imposta sul nuovo finanziamento, oltre alle spese notarili per il nuovo mutuo e per l’iscrizione di una nuova ipoteca.

Il provvedimento Bersani, invece, ha stabilito che, il trasferimento del mutuo può avvenire senza formalità e soprattutto senza oneri.

In realtà, la legge, a tutt’oggi, non è stata mai osservata dalle banche, che continuano a razziare i consumatori vessandoli in ogni modo.

Infatti, a circa otto mesi dalla sua entrata in vigore, la semplificazione delle procedure e l’azzeramento dei costi di trasferimento del mutuo rimangono per ora davvero una chimera, nonostante il dettato legislativo sia molto chiaro.

L’articolo 8 della legge n. 40/2007, stabilisce che : “la surrogazione deve avvenire senza formalità e senza oneri per il cliente”.

L’operazione è semplice, si tratta, infatti, di trasferire un’ipoteca già iscritta nei registri immobiliari; per farlo è sufficiente consegnare alla nuova banca una copia autentica del documento di surrogazione, che può essere redatto anche tramite scrittura privata, quindi senza l’intervento del notaio.

Le banche, invece, continuano a prospettare, arbitrariamente e illegittimamente, in accordo e spalleggiate dal Consiglio Nazionale del Notariato, contravvenendo ad una legge dello Stato, un costo dai 500 ai 1.500 euro per spese notarili.

E’ evidente che, nel nostro “bel Paese”, è di fatto impossibile attuare una politica a favore dei consumatori per la presenza dei c.d. “poteri forti”, di cui le banche sono una “magnifica” espressione…ma noi consumatori non ci arrenderemo…

 

Maria Cipparrone

Ha collaborato alla stesura dell’articolo l’avv. Patrizia Volpintesta

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