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Nuove regole per il recesso nei contratti di fornitura di luce e gas.



 

Con l’avvio della libera concorrenza anche nel settore dell’energia elettrica e del gas sono mutate le norme che prevedono il recesso dai contratti. L’Autorità Garante lo ha stabilito con la delibera del 26/06/2007, prevedendo per le utenze domestiche un mese di preavviso al vecchio fornitore per aderire ad un eventuale nuovo contratto. Se il consumatore vuole cambiare, sarà il nuovo fornitore che inoltrerà il recesso a quello precedente. L’invio della comunicazione di recesso da parte del consumatore è invece previsto nei casi di definitiva cessazione della fornitura. Se a recedere dal contratto è il fornitore, deve dare all’utente un preavviso scritto non inferiore a 6 mesi, a meno che le due parti non si accordino diversamente.

Per i nuovi contratti, il termine per ripensarci ( per esercitare il diritto di recesso) è sempre quello di 10 giorni. Se il consumatore, invece, di un contratto di fornitura, sottoscrive una proposta di contratto, il fornitore dovrà confermare l’accettazione di tale proposta entro massimo 45 giorni, altrimenti questa deve considerarsi revocata e il consumatore è libero di cercare un’altra offerta.

Le nuove regole non riguardano i contratti per utenze stagionali di durata inferiore ai 12 mesi.

Le nuove norme sono entrate in vigore a luglio scorso per le utenze domestiche di energia elettrica, mentre per il gas si applicano dal 1° ottobre ’07 a tutti i nuovi contratti.

Per i contratti già esistenti, saranno in vigore in occasione del primo rinnovo o comunque entro un anno dalla data di pubblicazione della delibera dell’Autorità Garante per l’energia elettrica e il gas, quindi dal 26 giugno 2008.

Maria Cipparrone

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