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Illegittimi, secondo la Cassazione.


Il
termine “anti-autovelox” individua apparecchi di
vario genere diretti al rilevamento e/o alla neutralizzazione degli
autovelox.

I
rilevatori di autovelox, di cui è consentita la
vendita in alcuni Paesi (ad es. USA, Granbretagna, Germania) sono
stati legalmente venduti in Italia per molti anni finchè non è
intervenuta la norma di cui all’art. 31 della legge n. 472/1999, che
vieta «la produzione, la commercializzazione e l’uso di
dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza
e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di
rilevamento di cui all’art. 142, comma 6, utilizzate dagli organi di
polizia stradale per il controllo delle violazioni»
dei
limiti di velocità previsti dallo stesso art. 142 del Codice della Strada.

I
tantativi di sostenere, in qualche modo, la legittimità di
strumenti del genere, soprattutto in considerazione del fatto che un
ricevitore passivo non riesca a localizzare i dispositivi in
dotazione della Polizia, sono risultati vani, in quanto, la
Cassazione, con la recente sentenza n.12150/07, ha
precisato che la norma sopra citata ha lo scopo di “impedire
che siano elusi i controlli effettuati con le apparecchiature di
rilevamento della velocità e di impedire che in tal modo i
veicoli possano procedere a velocità vietate. Rispetto a tale
ratio è del tutto indifferente che il dispositivo consenta al
conducente di superare i controlli adeguando momentaneamente la
velocità ai limiti ovvero addirittura continuando a mantenere
la velocità vietata. Alla luce di tale ratio, secondo una
interpretazione che tenga conto della volontà del legislatore,
deve essere intesa l’espressione «segnalano la presenza e
consentono la localizzazione»; in particolare, non occorre che
le due caratteristiche del dispositivo concorrano essendo, invece,
sufficiente che ne ricorra soltanto una per giustificare il divieto
”.

Devono,
quindi, ritenersi vietati anche i dispositivi che, pur senza
segnalarlo al conducente, localizzano le apparecchiature di
rilevamento della velocità. Diverso è il discorso per
l’uso di un Navigatore Satellitare Gps, che, non avendo la funzione
di rilevare gli autovelox, non è configurabile come
dispositivo anti-autovelox, ma come strumento di prevenzione che, con
una mappatura delle strade controllate da autovelox e dei relativi
limiti di velocità, induce gli automobilisti all’osservanza
dei limiti di velocità.

Erminia
Acri-Avvocato

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