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Le continue lamentele politiche, i messaggi diretti e trasversali giunti all’indirizzo del sottoscritto circa le dovute riflessioni sulle mille inefficienze che affliggono la Calabria, non fanno altro che stimolare la mia mente a produrre nuovi pensieri che, purtroppo, confermano quanto scritto in questi anni; ho il dovere di ricordare a lor signori che alle denunce spesso sono seguite proposte fattive e concrete concertate insieme a gruppi di esperti che però sono rimaste inascoltate o, per essere più chiari, sono state apprezzate, lodate ma riposte in quei bui cassetti della burocrazia da non riaprire mai più. Poi mi si viene a raccontare la storiella della collaborazione. Il fatto è che in Calabria l’unica forma di collaborazione che si tollera è quella dei pentiti, ma questo è un capitolo a parte che forse nessuno vuole leggere fino in fondo. A questo punto non riesco proprio a capire perché dovrei dimenticare, diciamo così, e scrivere esaltando le intenzioni e le promesse di chi potrebbe fare tanto ma che invece si guarda bene dal concretizzare rimettendo i motivi di tale scelta scellerata esclusivamente alla loro coscienza. Del resto, se tutto andasse bene, così come sbandierato da questa gente, allora mi si dovrebbe spiegare perché, da qualche anno, un numero sempre crescente di Comuni starebbe manifestando con sempre maggiore convinzione le proprie intenzioni, in verità non troppo lusinghiere per gli amministratori calabresi, ossia la marcata volont? di annessione alla Regione Basilicata.… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



A quelli che storcono il naso di fronte a questa realtà, forse poco evidenziata dai media, ricordo l’area dell’alto Jonio così come quella dell’alto tirreno vere e proprie perle di Calabria ridotte a realtà di secondo piano da un punto di vista turistico e infrastrutturale. Del resto, basterebbe confrontare quanto dichiarato dagli operatori turistici con i dati ufficiali diffusi dalla Regione Calabria per capire che qualcosa proprio non va…mentre gli operatori del settore turistico ormai da qualche anno lamentano un calo consistente di presenze sul nostro territorio, i dati ufficiali parlano di un aumento di presenze che oscillerebbe addirittura tra il venti e il trenta per cento; mentre in questi ultimi anni gli stessi sconcertati turisti hanno denunciato (anche alla magistratura) l’inquinamento che affligge i nostri mari, qualche nostro amministratore è addirittura arrivato a sostenere che si tratterebbe semplicemente di sporcizia e non d’inquinamento vero e proprio, sbandierando tale doverosa distinzione come se questa facesse la differenza; come non ricordare ancora le condizioni della viabilità tirrenica e di quella jonica, definite entrambe strade della morte; come non parlare, poi, della vergogna e delle tante porcherie che hanno infangato l’ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria, arteria vitale per lo sviluppo della nostra Regione? Basterebbe solo questo dato per comprendere meglio: alle soglie della stagione estiva si è pensato di aprire (quando al Nord si pensa di sospendere o di chiudere) il nuovo cantiere per l’ammodernamento del tratto compreso tra Bagnara e Scilla creando ancora più disagi di quanti già non ce ne siano per i turisti, anche quelli diretti in Sicilia; ma chi prende tali decisioni? Forse la verità è che non interessa a nessuno dei problemi che invece, secondo qualcuno, bisognerebbe dimenticare con buona pace di tutti: forse dalle nostre parti la geografia cammina a passo più svelto della politica e chissà, forse un giorno la nostra regione sarà smembrata dalla fuga amministrativa di chi non si sente tutelato. Speriamo che quel giorno arrivi presto perché sono stanco di ripetere sempre le stesse cose e potrò, finalmente, appendere la penna al chiodo.

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