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La rivolta dei colletti bianchi.


 

Quel giorno il rag. Paolini, appena entrato nel suo ufficio, si accorse subito che qualcosa non andava: l’aria era pesante, le espressioni dei suoi dipendenti non davano adito a dubbi; da un momento all’altro sarebbe scoppiata la “rivolta dei colletti bianchi”.

Il rag. Paolini doveva aspettarselo: i suoi modi non erano certo tra i piú gentili; aveva instaurato un clima di terrore e di nervosismo tra i suoi impiegati; e cosí fu: quella mattina tirava vento di fronda.


Questa locuzione adoperata per indicare che nell’aria aleggia il malcontento delle persone, ma soprattutto un movimento di congiura, di rivolta, ci è giunta – come tante altre – dalla vicina Francia.

Due sono le “storie” di questa locuzione che rimandano a un’unica matrice: l’assolutismo monarchico che culminò in scontri di piazza ai quali presero parte, oltre ai nobili, il popolo e i ragazzi che si distinsero per le loro azioni: usando la fionda lanciavano i sassi contro gli arcieri del re i quali – molto speso – erano costretti a ritirarsi. Dalla fionda (in francese “fronde”) derivò, appunto, l’espressione “tirare vento (o aria) di fronda”, con il significato di congiura, rivolta, opposizione e simili.

L’altra “storia” si rifà a una frase di Bachaumont, giovane consigliere del Parlamento francese che conduceva una politica di opposizione ad Anna d’Austria e al cardinale Mazzarino. Il Bauchamont, sentendo durante una seduta un’asserzione inopportuna di un autorevolissimo personaggio (il duca d’Orleans?), esortò i colleghi a non rispondere alla “provocazione” dicendo loro che occorreva fare “come i monelli che giocano con la fionda (fronde)” nei pressi del colle San Rocco: questi si disperdono non appena vedono le guardie, ma ricominciano quando queste hanno voltato le spalle.

Il Parlamento, quindi, doveva attendere che il personaggio se ne andasse e poi tirare i suoi colpi di fionda.

L’espressione piacque immediatamente e si divulgò con la massima rapidità tanto che fu chiamato “fionda” l’arco di tempo storico della “ribellione” del Parlamento francese e dei principi al governo del cardinale Mazzarino.

Con il trascorrere del tempo la locuzione ha assunto – come abbiamo visto – l’odierna accezione di “opposizione”, “malcontento”, “rivolta” e simili.