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Se
la futura sposa resta incinta, deve pagare l’abito nuziale
commissionato ad una sarta?


Mia
figlia è in procinto di sposarsi e, a distanza di 5 mesi dal
matrimonio ha scoperto di essere in attesa di un bambino. Questo
comporta che lei non potrà indossare l’abito che aveva
ordinato per le nozze ad una sarta, ma dovrà farsene
realizzare un altro. La sarta alla quale era stato commissionato
l’abito col pagamento di un acconto, subito avvisata della novità,
avendo già completato l’abito ordinato precedentemente da mia
figlia, ne pretende il pagamento, ma a me sembra ingiusto, visto che
mia figlia non potrà indossare quell’abito per via della
pancia e non è possibile, secondo la sarta, modificarlo.
Possiamo rifiutarci di pagare? Grazie.”

La
realizzazione dell’abito nuziale commissionata ad una sarta è
sottoposta alla disciplina del “contratto d’opera”,
secondo cui il committente può recedere dal contratto, anche
se l’esecuzione dell’opera è già iniziata, ma deve
indennizzare il prestatore d’opera delle spese, del lavoro eseguito e
del mancato guadagno.

Pertanto,
considerato che la sarta ha già realizzato l’abito che le era
stato commissionato, e nel caso in esame non si può parlare di
prestazione divenuta impossibile per causa non imputabile ad alcuna
delle parti – non essendo tale la gravidanza -, il committente
è tenuto al pagamento del compenso pattuito.

Erminia
Acri-Avvocato


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