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Anche un solo calice di vino, può danneggiare il feto.


 

Che in gravidanza non si dovesse esagerare con l’alcol, era un elemento noto da tempo. Studi recenti effettuati, tanto per cambiare, da medici statunitensi, suggeriscono regole ancora più restrittive per preservare i nascituri dalla Fas, acronimo scientifico della Sindrome da alcol del feto. Secondo questi ricercatori, sono sufficienti sette bicchieri di vino la settimana, per correre il rischio che il proprio figlio manifesti, nel tempo, sindromi fastidiosi quali, ad esempio, disturbi del comportamento (facile irritabilità e tendenza all’isolamento) e anomalie fisiche (labbro più alto, maggiori rughe agli angoli degli occhi, piega appiattita fra naso e labbra e statura al di sotto della media).

Inizialmente si è creduto che tali disturbi colpissero solo i figli di persone con problemi di alcolismo ma, purtroppo, si è giunti alla conclusione che può bastare anche una piccola quantità di alcol per dare questo genere di problemi. Per non stravolgere oltre misura la vita alle gestanti, si suggerisce di bere vino (a bassa gradazione alcolica), con moderazione ed esclusivamente ai pasti, così da aumentare il tempo di assorbimento ematico. A questo proposito, può essere utile considerare un “trucco” utilizzato da molti forti bevitori per restare sobri: mezzora prima dell’assunzione di alcol, può essere utile deglutire un cucchiaio di olio di oliva. Il motivo è semplice: l’olio crea un’emulsione con l’alcol, dilatando i tempi di assorbimento e affaticando molto meno il fegato.

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