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Coloro che mi conoscono sanno che ciò che scrivo della mia terra corrisponde al vero: un vero fatto di verità estrapolata dalla realtà, nulla di più e nulla di meno rispetto a ciò che vedo e a ciò che sento! Eppure a qualcuno questo proprio non piace, sostenendo che sarei un mistificatore fornendo della Calabria un’immagine distorta e allarmante! A tal proposito, come mi è già capitato di scrivere in altre occasioni, ribadisco che mi piacerebbe poter dare al lettore un’immagine positiva della mia terra ma proprio non posso: leggo i giornali, guardo i notiziari insomma vivo la realtà che mi circonda e osservo tante cose che proprio non mi piacciono e che non fanno onore al popolo calabrese in genere! Tra l’altro, forse qualcuno dimentica non so quanto inconsapevolmente, che il sottoscritto presiede il movimento per la tutela dei diritti umani e che la realtà, quella vera però, la vive anche attraverso gli sfoghi dei tanti che si rivolgono a noi per avere giustizia attraverso il nostro operato: poi sarei io a mistificare la realtà…ci vuole veramente un bel coraggio per affermare ciò; per farla breve, mi si rimprovera di essere onesto e realista: ci rendiamo conto della gravità della cosa? Tanto per continuare ad essere attinente con la realtà voglio riportare integralmente una notizia che hanno diffuso le agenzie di stampa il giorno 27 aprile di quest’anno… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.




Nuovo atto intimidatorio contro l’avvocato cosentino mariano marchese, presidente della Neutrergon, associazione nazionale per la tutela dei diritti umani che ha sede nella città dei bruzi. I fatti risalgono a martedì mattina, quando degli ignoti hanno danneggiato l’automobile del professionista …Sul parabrezza dell’auto è stato trovato anche un biglietto (ora al vaglio della polizia scientifica) con scritta la frase “muori all’inferno” e il disegno di una fiamma. L’avvocato aveva subito un’altra intimidazione lo scorso mese di luglio quando cioè gli fu recapitata una pagina di giornale con un articolo redatto dallo stesso marchese e con su disegnata una croce(…)” – ecco, questa è la mia risposta a quanti si lamentano delle mie esternazioni sulla terra di Calabria, perché, fondamentalmente è proprio questa la terra di Calabria dove se ti azzardi a dire ciò che vedi diventi un bersaglio mobile dei tanti amanti dell’omertà che vivono e prolificano nel malaffare! Del resto come posso plaudere alle pubblicità che definiscono la Calabria una perla del mediterraneo? Ma perla di cosa? I nostri mari sono inquinati al pari dei nostri fiumi, le nostre coste sono deturpate da imprenditori senza scrupoli, la criminalità dilaga facendola da padrona, il lavoro, su cui si fonderebbe per dettato costituzionale la nostra repubblica, rappresenta la piaga annosa dei disoccupati che quotidianamente passeggiano per le strade della Regione, le infrastrutture sono da sesto mondo…..ma in fondo chi se ne importa: va tutto bene e… tante grazie a tutti! Però ricordate che, oltre a denigrare, fareste bene a rimboccarvi le maniche prima che sia troppo tardi…

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