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Mi sarebbe piaciuto commentare l’assurda notizia apparsa qualche settimana fa su alcuni quotidiani Nazionali circa le minacce indirizzate al nostro paese dal Leader libico Moammar Gheddafi (sempre lui) e relative (ancora…!) al presunto mancato pagamento da parte del nostro governo dei danni di Guerra alla Libia; Il colonnello, infatti, avrebbe detto testualmente che ” (…) in futuro non si possono escludere altre aggressioni nei confronti di obiettivi italiani (dopo quella subita dalla nostra ambasciata a Bengasi) se il Governo di Roma si rifiuterà di indennizzare il popolo libico per quanto commesso dal regime coloniale italiano in Libia, un regime sotto il quale migliaia di libici furono uccisi…” e via discorrendo sempre con il medesimo tono arrogante utilizzato dal leader libico per le sue cicliche rivendicazioni! Avrei voluto commentare l’ennesimo episodio di una farsa che va avanti, tra alti e bassi, da almeno trent’anni ma, scorrendo le pagine di alcuni quotidiani calabresi (del 3 marzo 2005), la mia attenzione è stata calamitata dalla notizia relativa al primo risarcimento in favore di Ugo Di Bennardo attuale capo compartimento dell’A.n.a.s. del Veneto e direttore dei lavori di ammodernamento per il cantiere a Nord di Cosenza, sulla Salerno Reggio Calabria, ai tempi in cui iniziò l’inchiesta della procura antimafia di Catanzaro che portò allo svolgimento del processo Tamburo… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



…proprio a Cosenza, con il quale si cercò (inutilmente) di scoprire eventuali infiltrazioni mafiose negli appalti su quello, come in altri tratti dell’autostrada della vergogna. Il Tribunale cosentino, a fronte di 49 richieste di condanna per un totale di ben 411 anni di carcere, emise in primo grado ( il 16 novembre dello scorso anno) una sentenza di assoluzione per ben 41 imputati condannandone così solo 8. All’inizio della vicenda l’ingegnere Di Bennardo a causa di indagini (dicono gli avvocati della difesa ) poco accurate scontò 22 giorni di arresti domiciliari; poi la sua posizione fu rivista e il mandato della procura fu revocato, insomma risultò essere estraneo ai fatti. Non considerando la posizione di Di Bennardo, vista la sua estraneità ai fatti, non è questa la sede per emettere giudizi su quel processo, non è mia intenzione discutere le assoluzioni o le condanne però, lasciatemi dire che i colpevoli di quel grande affronto chiamato ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria cantiere senza mai fine, vera e propria “fabbrica di S. Pietro” oltre che trappola mortale per quei poveri sventurati che per un motivo o per un altro si trovano a percorrerla, sono ancora in libertà, liberi di commettere ancora le stesse nefandezze e gli stessi imbrogli nei confronti della collettività che è sempre in prima fila quando si tratta di pagare gli errori altrui. Cari lettori fatevi una passeggiata da Salerno fino a Reggio Calabria: osserverete con i vostri occhi quanti calci quei signori hanno “rifilato” alle popolazioni adiacenti senza che nessuno prendesse provvedimenti…poi, ancora oggi e ancora su quella maledetta autostrada, capita di assistere a lavori di bitumazione sotto la pioggia, che quegli stessi lavori sono ripetuti con ciclicità impressionante e che sui tratti appena terminati fanno capolino sull’asfalto ancora fumante le prime buche, a testimonianza della qualità dei materiali impiegati…ma tutto va bene lo dice la legge…Altro che danni di guerra: al nostro governo non basterebbe una intera legislatura per pagare tutti i danni subiti dalla collettività.

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