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Credevo di non dover parlare mai più di calcio e invece eccomi qua a raccontarvi scene di ordinaria follia che offendono una città incredula oltre che l’intero mondo di uno sport che ormai è diventato altro…Si, cari lettori credevo di non dover parlare mai più di calcio dopo ciò che avevo visto a Cosenza in occasione di un derby con il Catanzaro prima e nella tranquilla Monopoli, in terra di Lucania, poi per una partita che doveva essere di commiato al campionato e che invece si trasformò in vera e propria inspiegabile guerriglia. A Cosenza ci furono gravissime responsabilità delle forze dell’ordine ( i cosiddetti celerini) che provenivano da altri centri della regione; ricordo con terrore quella che doveva essere una semplice partita di calcio e che invece fu occasione di scontro ad altissimi livelli tra una cittadinanza che ancora oggi, dopo quasi venti anni, s’interroga sui motivi di tanta violenza e quei signori in divisa antisommossa che si lasciarono andare a gesti che offendono la dignità di un corpo di polizia; ricordo gli inseguimenti di quei signori tra le vie attigue allo stadio S.Vito fin dentro le abitazioni di privati che si sono visti sfondare le porte d’ingresso senza un valido motivo e le botte, botte da orbi tante quante non ne avevo mai viste fino a quel tragico momento, io stesso fui aggredito durante una carica di lor signori reo solo di essermi letteralmente accartocciato su una signora in stato interessante nel tentativo di proteggerla dalle manganellate! A Monopoli fu ancora più assurdo perché la nostra squadra era stata matematicamente promossa mentre quella locale era praticamente salva; nonostante ciò si scatenò l’inferno , autovetture capovolte alcune delle quali furono bruciate, vetri infranti, grida, botte, sirene e chi più ne ha più ne metta….quella fu la goccia che fece traboccare il mio personalissimo vaso! Da allora le scene di violenza che meriterebbero pene severissime oltre che provvedimenti d’altra natura si sono susseguite fino a farne perdere il conto e domenica 18 settembre a Eboli è accaduto l’rreparabile, un episodio che mi auguro faccia finalmente riflettere il tifoso sul proprio ruolo di dodicesimo uomo in campo: vergogna! A tal proposito sono contento di aver appreso che Presidente e allenatore del Cosenza calcio si dimetteranno solidalmente dai rispettivi incarichi, entrambi delusi e disgustati dalla scene alle quali sono stati costretti ad assistere oltre che a viverle di persona; Vergogna, vergogna e ancora vergogna questo mi sento di dire nei confronti di quanti tentano di dipingere la propria violenza con i colori della propria squadra di appartenenza facendo del male ad uno sport già agonizzante che non è neanche lontanamente paragonabile a quello dei tempi di Sivori, Mazzola, Rivera, Pelè e Platinì; credo che una sospensione di tutti i campionati farebbe bene a questo sport rappresentando anche un momento di riflessione per quei tifosi che tali non sono ma comuni delinquenti.

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